Hai un obiettivo da raggiungere o un progetto da portare avanti?

Non hai paura di rimboccarti le maniche e vuoi metterti in gioco? Sei consapevole che non esistano ricette magiche o metodi miracolosi e che l’unica soluzione si chiami:

“Tanto impegno, analisi, studio e strategia.”

Allora posso fare al caso tuo. Voglio fare al caso tuo.

Cristian Boin immagine principale

Aiuto le aziende ad individuare mete da raggiungere e tracciare rotte da seguire.

Un piano marketing è come un castello di carte, non esistono castelli da una carta sola. Il mio lavoro da marketing manager in affitto consiste nel selezionare tutte le carte necessarie per il progetto specifico e combinarle in maniera proficua. Come?

Individuando le attività più opportune da svolgere, trovando le figure più funzionali allo scopo, gestendo e coordinando al meglio le risorse disponibili e supervisionando in maniera costante l’avanzamento dei lavori. 

Cristian Boin

Prima di parlare di marketing partiamo dalle basi

L'ecosistema aziendale funziona?

Chiamatemi presuntuoso o etichettatemi come invadente ma per operare in maniera corretta dovrò farmi gli affari vostri.

Per costruire una macchina partiamo progettando il motore e poi la carrozzeria, non viceversa. Per scrivere un libro prima pensiamo al contenuto, poi alla copertina.

Paghiamo da anni un fornitore che costa il triplo degli altri offrendo un servizio mediocre e vogliamo parlare di marketing?

  • Intendiamo davvero discutere di strategia mentre in cassa abbiamo un collaboratore sgarbato e incompetente?
  • Vogliamo illuderci che la soluzione a tutti i problemi possa essere la creazione di un profilo Instagram divertente quando la filiera produttiva non riesce a rispettare nessuna tempistica per mancanza di organizzazione?
  • Possiamo sperare di portare a casa dei risultati quando l’assistenza clienti non funziona e facciamo attendere in linea telefonica per ore un cliente?
  • Sogniamo di creare un video virale per aumentare il passaparola e poi trattiamo male i collaboratori che appena escono dall’ufficio iniziano a parlare male di noi?

Ci sarà il tempo per parlare di strategie, di automazioni e tecniche varie. Prima però dobbiamo ripartire dalle basi. Devo assicurarmi che l’ecosistema aziendale funzioni, altrimenti bisognerà trovare la chiave per farlo funzionare.

Sei un maratoneta? Mi dispiace, ma il marketing non è un paio di scarpe comode o una pomata per andare più veloci. Il marketing è il piano di allenamento che ti permetterà di individuare e raggiungere i tuoi obiettivi.

Non è stato Amazon a far chiudere le librerie

Non puoi fare marketing senza un servizio all'altezza e con una pessima esperienza clienti.

Non è colpa di Amazon se le librerie chiudono. Sono le librerie (non tutte sia chiaro) che offrono dei servizi in proporzione troppo poco appetibili per il pubblico.

So che qualcuno in questo momento potrebbe ribattere:

“Facile con il budget di Amazon offrire un servizio più efficiente della piccola libreria.”

Voglio essere clemente e sorvolare sulla qualità del servizio. Allora cosa dovrebbe contraddistinguere la piccola libreria? Io sono un grande lettore, ma per quale motivo dovrei scegliere di andare in libreria piuttosto che acquistare su Amazon?

Gentilezza? Cortesia? Competenza e disponibilità?

Ora fingiamo che io decida di andare in una libreria. Ho un’idea del titolo che vorrei acquistare, ma ancora non sono convinto.

Entro e dopo venti minuti non ho ancora visto un commesso. Finalmente ne vedo uno di corsa, provo a domandare a lui un consiglio, ma senza nemmeno fermarsi mi risponde frettolosamente che non è il suo genere e mi indica il reparto in cui guardare.

Sconsolato lascio perdere l’eventualità di farmi ispirare e decido di puntare al titolo che avevo in mente. Inizio a cercare tra tanti scaffali disordinati, cerco dappertutto ma del libro desiderato nessuna traccia.

Mi dirigo in cassa per ordinare il libro ma c’è la fila, dopo altri dieci minuti di attesa finalmente tocca a me. Mi chiedono di compilare un breve formulario di sole cinque pagine e dove mi domandano solamente qualcosa come ventisette dati personali, tra cui il codice fiscale e l’indirizzo di dove ho frequentato le scuole elementari.

Passano i giorni, le settimane, ma ancora nessun avviso. Dopo un mese decido di andare in libreria di persona. Ovviamente c’è la fila in cassa, aspetto un quarto d’ora per sentirmi dire: 

“Le forniture sono in ritardo la contatteremo noi.” 

Il commesso era irritato, dal suo tono sembrava che fossi io la causa del ritardo.

Attendo altri trenta giorni senza ricevere nessun avviso. In città c’è traffico e sembra che io abbia la calamita per i semafori rossi. Sono nervoso, ma finalmente arrivo nei pressi della libreria. Ovviamente non ci sono parcheggi liberi perché una macchina ha posteggiato male occupando due posti e gli altri posteggi sono riservati al personale.

Dopo aver fatto il giro del quartiere riesco finalmente a parcheggiare. Inizio a camminare verso la libreria quando di colpo inizia a piovere (non c’era una nuvola fino a due secondi prima).

Entro e conquisto tante occhiatacce dai librai perché sono bagnato. Non c’è coda in cassa, finalmente un po’ di fortuna. Annuncio il mio nome alla persona in cassa, del mio ordine nessuna traccia. Non solo non sembra essere arrivato, non è proprio presente il mio ordine, come se non fosse mai stato effettuato. Mostro la conferma dell’ordine ricevuta via email e il libraio inizia ad aprire archivi, cercare nei registri e chiamare i superiori. Dopo qualche minuto di ricerca dice:

“Guardi che il suo libro è arrivato da una ventina di giorni, non ha ricevuto l’avviso? Può capitare, ogni tanto il sistema si inceppa, è un po’ vecchiotto.”

Decido di non badarci, voglio chiudere la faccenda il primo possibile. Tiro fuori la carta di credito ma alla cassa mi fermano subito: 

“Accettiamo solamente contanti.”

Mi dirigo fuori per andare a prelevare, chiaramente non ha smesso di piovere. Prelevo, torno in libreria, guadagno altre occhiatacce perché sono di nuovo bagnato e provo finalmente a pagare. “Purtroppo non abbiamo da cambiare, non ha pezzi piccoli?”

Esco, vado al bar più vicino, prendo un caffè e spezzo la banconota. Torno in libreria: missione compiuta! Sono riuscito a comprare il mio libro.

Diciamo che come esperienza cliente non è stata delle migliori. Pensare che con Amazon mi sarebbe bastato mezzo click e un paio di giorni di attesa.

Possiamo progettare la miglior strategia di marketing di sempre, ma offrendo un servizio poco qualitativo e una pessima esperienza come speriamo di ottenere risultati?

“Quindi è una battaglia persa?”

Assolutamente no. Anche per le librerie c’è ancora speranza, ma non sarà lamentandosi o con le guerre sindacali contro i colossi che troveremo una soluzione. Non esistono scorciatoie, bisogna studiare, darsi da fare e ingegnarsi.

Ps: so di essere stato duro e di avere enfatizzato eccessivamente, non ho nulla contro le librerie, anzi.  Nutro un grandissimo rispetto per chi porta avanti questo lavoro, ho anche un minimo di invidia per chi può trascorrere le giornate circondato da libri.

Sogno ancora un futuro dove i bambini leggano per piacere e non per dovere. Aspetto il giorno in cui le librerie torneranno ad essere un punto di riferimento per tutti e le piazze verranno popolate da persone che parlano di libri. Ma le librerie non si riempiranno da sole.

Non hai bisogno di uno specialista. Hai bisogno di qualcuno che sappia tirare le file, individuare tutti i lavori da svolgere e coordinare al meglio le risorse impiegate. Hai bisogno di un marketing manager.

Senza visione non vai da nessuna parte

Io lo so che ti senti tradito.

Lo capisco che non hai più fiducia nelle agenzie e in chiunque si occupi di marketing. Hai fatto degli investimenti cospicui senza nessun ritorno economico.

Fai bene ad essere arrabbiato, devi essere arrabbiato.

Ti avevano promesso che con il “nuovo e costosissimo sito web esteticamente perfetto” avresti triplicato i contatti.

Non ti hanno però mai detto che senza investire per portare del traffico sul sito web e senza una strategia per convertire il traffico in contatti il sito da solo NON SERVE ASSOLUTAMENTE A NULLA.

Ti avevano promesso che frequentando un corso di scrittura efficace e persuasiva avresti magicamente trasformato tutti i potenziali clienti in clienti paganti.

Non ti hanno mai detto che senza un posizionamento ben definito non otterrai mai nulla.

Ti avevano promesso che ingaggiando un social manager esperto avresti improvvisamente moltiplicato le vendite.

Non ti hanno mai detto che senza un sistema di acquisizione clienti le pagine su Facebook e Instagram valgono meno di zero.

Ti avevano promesso che posizionandoti primo su Google avresti finalmente aumentato i profitti.

Non ti hanno mai detto che senza un customer care eccellente e un piano di fidelizzazione ogni investimento è vano.

Ti avevano promesso che commissionando un video professionale avresti fatto breccia nel pubblico.

Nessuno ti ha mai detto che le PR non si generano da sole e che il passaparola spontaneo non esiste. Tanti, TROPPI imprenditori si illudono (forse anche tu, di sicuro i tuoi competitors SÌ) di poter trovare una soluzione all’intero business in un singolo investimento, commissionando un singolo lavoro ad un’agenzia esterna o nel compiere una singola attività.

Non esiste illusione più pericolosa di questa.

Lo ripeterò all’infinito, non ho paura di essere noioso e ripetitivo:

“Un piano marketing è come un castello di carte, non puoi costruire un castello con una carta sola.”

Di conseguenza l’unico modo per riuscire ad implementare un piano marketing realmente EFFICACE è avere una panoramica completa di tutte le carte necessarie.

Non esiste altra maniera proficua di procedere.

Eppure, tutti i giorni mi scontro con imprenditori sommersi da spese troppo esigenti e imprese che viaggiano sul filo del baratro disperate per non riuscire a raggiungere dei risultati sufficienti per sopravvivere.

Questo è l’errore.Cercare sempre una soluzione magica, una ricetta segreta o matematica che ti possa portare a profitto. Apriamo gli occhi,le ricette magiche non esistono, mai sono esistite e mai esisteranno.

Quello che puoi fare è limitare la possibilità di perdite e ridurre il più possibile il rischio di fallimento.

COME?

Avendo una visione COMPLETA E STRATEGICA.

Una panoramica chiara di tutte le attività da svolgere più opportune per il tuo caso specifico.

Combinando in maniera proficua tutte le carte necessarie, coordinando in maniera coscienziosa ogni attore coinvolto e spalmando in maniera corretta le risorse disponibili.

Ogni azienda è un caso unico e merita di essere trattata come tale. Non esistono strategie preconfezionate, replicabili ed applicabili su qualsiasi modello di business in qualsiasi settore.

Perché faccio questo lavoro?

Perché credo nelle persone.

Persone che hanno idee, sogni e progetti. Persone creative, geniali e intraprendenti che troppo spesso operano al di sotto del loro potenziale. Progetti che troppo spesso vengono abbandonati per la mancanza di una visione lungimirante, di supporto, di competenze tecniche, conoscenza del mercato, fondi e coraggio

Il mio servizio nasce con l’obiettivo di offrire a chiunque desideri (e se lo meriti) un’occasione per vedere realizzati i propri obiettivi aziendali e imprenditoriali. 

Sono consapevole di avere un approccio particolare e non ho la presunzione di poter piacere a tutti. Ho imparato a mettere la serenità (mia e di chi mi sta attorno) al primo posto, pertanto cerco di circondarmi solamente di clienti che viaggino sulla mia stessa frequenza d’onda. Cerco ambienti sereni, atmosfere stimolanti, imprenditori illuminati e persone ambiziose che sappiano pensare fuori dagli schemi. Voglio qualcuno con cui confrontarmi costantemente, ragionare e sognare insieme.

“Sei così giovane e già ti preoccupi di serenità?” Esatto, non è mai troppo presto per scegliere di vivere felici.

Cristian Boin

La creatività è sopravvalutata

In diverse occasioni potresti avermi sentito parlare non particolarmente bene delle campagne cosiddette “creative” o delle agenzie che definiscono il marketing come tale.

Ovviamente tendo ad esagerare e ricalcare alcuni luoghi comuni, spesso messi in evidenza da film americani dove vediamo centinaia di menti pensanti interrogarsi su quale sia la sfumatura di rosso più efficace o nel tentativo di ideare uno spot pubblicitario divertente ed emozionante con qualche animale che canta e balla il tip tap.

Forse è utile fare un passo indietro e riportare la definizione esatta di creatività.

“La creatività è la capacità produttiva della ragione e dell’intelletto.”

Secondo lo psicologo J.P. Guilford l’intelligenza creativa si basa su nove pilastri:

  • particolare sensibilità ai problemi
  • capacità di produrre idee
  • flessibilità di principi
  • originalità nell’ideare
  • capacità di sintesi
  • capacità di analisi
  • capacità di definire
  • strutturare in modo nuovo le proprie esperienze e conoscenze ampiezza del settore ideativo
  • capacità di valutazione

Allora sì, in questo caso posso definirmi un creativo.

Tuttavia nell’immaginario collettivo la creatività viene interpretata come un mix di competenze artistiche e di messa in moto della fantasia.

In questo senso nel marketing la creatività è sopravvalutata.

Quante volte sono state osannate delle campagne “creative” che però non hanno portato risultati. quante volte ci ricordiamo la trama di uno spot televisivo senza ricordarci il nome dell’azienda e nemmeno il prodotto promosso?

Queste non sono campagne profittevoli, sono soltanto sfoghi fantasiosi di alcuni dipartimenti che vedranno il proprio ego gonfiarsi grazie alla vincita di qualche premio conferito dagli addetti al settore.

Non serve a nulla fare il post più divertente del mondo che diventerà virale sui social se non mette in risalto chi sei, cosa fai e che cosa ti contraddistingue dalla concorrenza.

Una campagna che non mette in risalto il brand, i prodotti e le loro peculiarità non è una campagna utile.

Tutte le teorie sullo storytelling che deve far piangere, ridere, emozionare e combinare toni e colori sono superflue senza un posizionamento netto, marcato e rimarcato in ogni manovra pubblicitaria. 

Sarò sincero fin da subito, non mi importa niente di farti vincere un premio per la campagna più creativa dell’anno o una menzione per il miglior abbinamento dei colori. Ogni attività dovrà sempre avere come unico obiettivo ricalcare il posizionamento del tuo brand e il fattore differenziante rispetto alla concorrenza.

Inoltre lo ribadisco nuovamente: la comunicazione è soltanto un tassello di un piano marketing.  Non fraintendermi, è un tassello importantissimo, ma pur sempre soltanto un tassello.  

La comunicazione può essere espressa in centinaia di forme differenti (dagli articoli ai video, dalle lettere di vendita ai discorsi dal vivo, dalle newsletter al libretto di istruzioni cartaceo, dai biglietti da visita all’advertising sui social network) ed un elemento costante in ogni attività aziendale, è una presenza fissa durante tutto il ciclo di vita di un cliente con un brand. Comunicando abbiamo la possibilità di educare, informare, formare e addirittura convincere i nostri interlocutori. Non esiste vendita senza comunicazione. Non esiste marketing senza parole. 

Non esiste azienda senza voce.

Ma questa voce è e rimarrà solamente un elemento di un’ecosistema.

Il problema è che la maggior parte delle agenzie considerano la comunicazione come unica attività del reparto marketing. Questo sì che è un errore. La comunicazione serve a supportare tutte le altre attività, tutti gli altri tasselli di un piano marketing. 

Pertanto è fondamentale integrare la comunicazione all’interno di una strategia più ampia guidata da un approccio analitico e strutturale.

Detto questo, se ti potesse interessare collaborare con un marketing manager non creativo, molto più simile ad un’analista o ad uno stratega clicca qui il bottone qui sotto e scopri come creare un piano marketing in dieci step.

Life time value: l'indicatore più importante per ogni business

Ora ti dico perché puoi fidarti di me

No, non inizierò a dirti che sono una brava persona, non mi conosci e non puoi saperlo, sarebbe inutile far leva sulla lealtà e sulla trasparenza.

Per quanto io sia fiero dei miei valori umani prima ancora che di quelli professionali, sarebbe sciocco provare a convincerti della mia sincerità in poche righe di testo. Voglio però darti un altro punto di vista che cerco sempre di trasmettere (e far replicare) a tutti i miei clienti ed è forse il vero motivo per la quale puoi fidarti di me.

  • Lo sapevi che la conversione di un nuovo cliente costa in media il 40% in più rispetto alla conversione di un cliente che ha già acquistato in precedenza un tuo prodotto o servizio?
  • Sapevi che in media un cliente già acquisito spende fino al 60% in più rispetto ad un nuovo cliente?
  • Citando Pareto: lo sapevi che l’80% del fatturato può provenire dal 20% dei clienti?

Questo che cosa significa?

Significa che una persona che ha già fatto un acquisto nel tuo negozio spenderà molto di più rispetto ad una persona che ci entra per la prima volta.

Ma questo non è un processo spontaneo.

Deve essere l’imprenditore affiancato da un responsabile marketing ad attuare delle strategie che facciano ritornare i clienti e aumentando costantemente la loro spesa complessiva nel tempo.

“Tieniti stretti i clienti più fedeli”

Quante volte abbiamo sentito questa frase? Ciò nonostante ti posso assicurare che quasi tutti i miei concorrenti (e sicuramente anche i tuoi) pensano soltanto ad acquisire nuovi clienti e non a massimizzare la spesa dei clienti già acquisiti.

Quasi tutti gli addetti al marketing e alle vendite millantano come indicatori di primaria importanza il numero di vendite, il numero di contatti e il costo di acquisizione per cliente.

Falso. Esiste soltanto un indicatore davvero essenziale ed è il Life Time Value. Ossia il valore portato da un cliente durante la sua intera relazione con un brand.

Impostare una scala dei valori (proporre in maniera sequenziale determinati prodotti nel tempo), costruire un sistema di acquisizione clienti e creare un piano di fidelizzazione è l’unico vero modo che le aziende hanno di scalare i profitti.

Creare delle relazioni stabili e durature piuttosto che delle avventure da una notte è l’obiettivo di ogni business sano.

Cosa c’entra tutto questo con l’onestà?

Semplice, ragioniamo soltanto in termini logici e di fatturato, tralasciando l’aspetto etico-morale. Mantenere un cliente il più a lungo possibile è il mio primo obiettivo, di conseguenza non posso permettermi di avere dei clienti insoddisfatti o che si sentano traditi.

Per tale motivo sono sempre molto attento a non accettare lavori in qui non sono convinto di poter portare dei risultati. Perciò preferisco essere sempre sincero quando le cose non vanno come dovrebbero andare ed esporre sempre i fatti per come stanno realmente.

Ecco perché puoi fidarti di me: perché sono egoista. Vorrei che i miei clienti non mi abbandonassero mai e per farlo non posso permettermi di sbagliare. Non posso assolutamente permettermi di tradire la fiducia di chi ho davanti e devo sempre rispettare le promesse fatte.

Aumentare il Life Time Value di un cliente deve essere l'obiettivo numero uno di ogni business sul lungo periodo.

IL MIO METODO DI LAVORO

#1

Strategia fatta su misura

Ogni piano strategico viene elaborato in funzione dell’azienda, del settore di appartenenza e dagli obiettivi desiderati. Non esistono ricette standard applicabili e replicabili dalla A alla Z per ogni business.

Uno studio preliminare accompagnato da una attenta analisi di mercato e del modello di business sono essenziali per progettare una strategia personalizzata e fatta su misura.

strategia comunicazione cristian boin lugano
networking cristian boin lugano
#2

Collaborazione reciproca

Come marketing manager in affitto e/o come consulente esterno posso portare all’interno dell’azienda la mia esperienza, le mie competenze e la mia costante voglia di innovarsi. Ma da solo non basto. All’imprenditore (o al management) che sceglie di ingaggiarmi chiedo sempre di ricoprire un ruolo attivo. 

Io posso portare la tecnica e raffinare la strategia, ma non posso conoscere i tuoi clienti e le dinamiche del settore bene quanto te. Pertanto l’elaborazione di un piano marketing finalizzato ad acquisire nuovi clienti e la sua implementazione saranno frutto di un lavoro reciproco: le tue conoscenze del settore e le mie conoscenze strategiche.

 

#3

Implementazione piano marketing

Tra dire e il fare c’è di mezzo il mare”. Possiamo progettare il miglior piano marketing di sempre, avere la più brillante idea del secolo o identificare una strategia vincente, ma senza implementazione sarà tutto inutile.

Trasformare la teoria in attività pratiche non è sempre semplice, servono mezzi, conoscenze, scadenze e tempistiche. Per tale motivo da qualche anno a questa parte l’implementazione è diventata parte integrante di tutti i miei pacchetti. 

 

implementare un piano marketing cristian boin lugano

Presta bene attenzione

Cosa significa marketing?

Prima di andare avanti ritengo saggio (e direi quasi obbligatorio) allinearci sulla definizione di marketing. Ai nuovi clienti ma non solo, anche a collaboratori e addetti del settore faccio spesso questa domanda:

Che cosa significa per te marketing in UNA parola?

Non ci crederai ma le risposte che ricevo sono sempre molto differenti. Non soltanto tra i non addetti al settore, è comprensibile un po’ di confusione per chi non ci lavora. Ma anche i miei colleghi, anche chi fa questo lavoro fornisce sempre delle risposte differenti!

Come è possibile? Perché ognuno ha una propria visione e coltiva una propria interpretazione di cosa significhi marketing e di conseguenza di quale ruolo occupi il marketing all’interno di un’azienda.

Nonostante raccolga pareri molto contrastanti ci sono tre risposte abbastanza frequenti

  • Marketing = pubblicità
  • Marketing = comunicazione
  • Marketing = vendita
Ho una brutta notizia: tutte queste interpretazioni sono errate. Non perché siano completamente fuori strada ma perché propongono una visione del marketing troppo limitativa.
 
 
La pubblicità, la comunicazione e la vendita sono soltanto dei tasselli. Sono degli elementi fissi di qualsiasi piano marketing per qualsiasi azienda in qualsiasi settore, ma rimangono solo e solamente degli elementi, nulla di più, non rappresentano il concetto per intero.

Marketing non significa pubblicità "in inglese".

Scusate per la “battuta” abbastanza banale.

Per quanto possa far sorridere, tante persone (anche “professionisti” rinomati) associano la pubblicità alla definizione di marketing. Non è così!

Marketing e pubblicità non sono la stessa.

Piccolo appunto sulla definizione di pubblicità.

Per pubblicità non intendo strettamente quella disciplina creativa che la pubblicità ha interpretato nel secolo scorso. Per pubblicità non intendo unicamente quel dipartimento che deve produrre “spot televisivi con criceti che cantano e ballano” o “cartelloni pubblicitari con qualche slogan ad effetto e un faccione sorridente in primo piano”.

Pubblicità proviene dal latino “pubblicare”, ovvero rendere di dominio pubblico un concetto. Sotto il cappello pubblicitario rientrano quindi tutte le campagne destinate a trasmettere e rendere conosciuto un concetto ad un pubblico.

Che tu lo faccia bussando di porta in porta, con uno spot in prima serata o creando un video virale su Youtube è sempre pubblicità. In questo senso l’inglese aiuta, il concetto di advertising comprende anche culturalmente queste sfumature.

Soltanto dal secolo scorso la pubblicità ha iniziato a focalizzarsi più sul “come trasmettere un concetto” piuttosto che sulla trasmissione effettiva.

Quindi cosa intendo per marketing?

branding posizionamento seo digital lugano cristian boin

Immagina il rapporto tra un brand e un cliente come una lunga scalinata potenzialmente infinita.

Il marketing comprende tutte le attività, ripeto: TUTTE le attività che possano influenzare una persona ad andare allo scalino successivo.

Ci tengo ad aver sottolineato la parola tutte, poiché abbiamo alcuni elementi ed azioni solitamente non inerenti al marketing.

Pensate al project management, culturalmente non fa parte del dipartimento marketing. Ragioniamoci un momento: un’azienda che rispetti sempre le scadenze e non ritardi mai le tempistiche aumenterà il sentimento di una persona nei suoi confronti? Allo stesso tempo consegnare un prodotto in ritardo fa si che la persona retroceda di qualche scalino se non addirittura abbandonare l’intera scalinata.

Prendiamo in considerazione il customer care. L’assistenza clienti solitamente non viene interpretata un’attività di marketing.

Un’azienda che risponde sempre puntualmente alle email e non ti lascia delle ore in attesa telefonica migliora la percezione dei clienti? Assolutamente sì.

Volendo dare una definizione più concreta:

“Il marketing si occupa di aumentare la propensione all’impegno di un cliente nel tempo.”

Attenzione che ho parlato di impegno e non di spesa.

L’impegno non è soltanto un fattore economico.

  • Suggerire il nostro prodotto o servizio ad un amico è una dimostrazione di impegno.
  • Condividere un nostro articolo sui social.
  • Viaggiare per centinaia di chilometri per partecipare ad un nostro evento.
  • Lasciarci una video recensione.
  • Acquistare un nostro abbonamento con un pagamento ricorrente.
  • Perdonarci un eventuale ritardo o prodotto difettoso
  • Fidarsi dei nostri nuovi lanci

Sono tutte dimostrazioni di impegno.

Non speculo mai sulla scarsa comprensione dei miei interlocutori

L'ignoranza settoriale non fa bene al tuo business

In molti professionisti alleggia la falsa convinzione che la poca conoscenza del settore da parte dei nostri potenziali clienti sia favorevole. Quante volte mi è capitato di sentire da colleghi e collaboratori: “Per fortuna che le aziende nel nostro territorio sono ancora indietro, altrimenti non avremmo lavoro” oppure: “Meno male che tanti imprenditori non ci capiscono nulla e si affidano ciecamente a noi…”

Falso. Un cliente che non capisce quello che fai è un cliente difficile da gestire perché non potrà mai essere pienamente soddisfatto e non nutrirà mai piena fiducia nei tuoi servizi.

In diverse occasioni mi sono scontrato con imprenditori inesperti che sembravano darmi piena fiducia pur non avendo capito con precisione che cosa facessi. Ho sempre rifiutato. Sediamoci a tavolino, concentrati, prendi appunti, presta bene attenzione, fammi tutte le domande necessarie e quando avrai capito esattamente cosa ti sto offrendo potrai valutare se ingaggiarmi o meno.

Sovente nei primi mesi di attività amici e conoscenti mi proponevano: “Posso presentarti ad un sacco di persone che non ci capiscono niente e che non hanno mai fatto nulla.”

Tanti miei concorrenti avrebbero gioito, io no. Preferisco di gran lunga lavorare con dei team già funzionanti, con figure esperte e competenti o con imprenditori lungimiranti e pronti a mettersi in gioco per davvero.

L’ignoranza settoriale non è un bene. In questo sono scrupoloso, non prendo decisioni non comprese pienamente e non vado avanti finché il mio interlocutore non è in chiaro sulle strategie pianificate.

Siamo sulla stessa frequenza d’onda? Hai raggiunto un livello base di conoscenze tecniche che ti permettono di valutare le mie proposte? Hai compreso ciò che faremo insieme?

Un imprenditore coinvolto e consapevole sarà più motivato, più propenso ad investire cifre significative ed intraprendere progetti coraggiosi. Questo predispone le basi per un ambiente stimolante, ambizioso e ricco di sfide. Questo è l’ambiente in cui mi piace lavorare.

Questo approccio cerco di infonderlo sempre anche ai miei clienti. Il processo “educazionale”, di informazione, formazione e sensibilizzazione diventa uno dei pilastri di ogni mio piano marketing.

Per concludere, anche a livello morale trovo poco giusto chiudere una trattativa speculando sulla poca conoscenza delle persone.

La priorità del marketing non sono i nuovi clienti ma i clienti già acquisiti

 

Lo sapevi che acquisire un nuovo cliente in termini di costi pubblicitari costa circa il 40% in più rispetto all’acquisizione di un cliente che ha già acquistato in precedenza un tuo prodotto o servizio?

E sapevi che la propensione media di spesa di un cliente già acquisito è di circa 60% maggiore rispetto ad un nuovo cliente?

Questo che cosa significa?

Significa che una persona che ha già fatto un acquisto nel tuo negozio spenderà molto di più rispetto ad una persona che ci entra per la prima volta.

Ma questo non è un processo spontaneo.

Devi essere TU in quanto abile imprenditore a porre le basi per far tornare i tuoi clienti a spendere più e più volte, aumentando sempre di più la loro spesa. Che cosa porta un cliente a ritornare? Attenzione non mi riferisco a tecniche vecchia scuola come: “diventa amico dei tuoi acquirenti, porta a cena il cliente, regala una rosa alla moglie e un pupazzo ai figli piccoli”, lasciamo perdere queste forzature. (Per carità in alcuni modelli di business creare un forte rapporto umano con i propri clienti è ottimo, ma deve essere un processo spontaneo e non forzato). Voglio proporti delle fondamenta strategiche da inserire in pianta stabile all’interno della tua azienda.

 Inizio citando alcune variabili oserei dire logiche e scontate, ma che purtroppo in tanti business così scontate non sono:

  • Vendere un prodotto qualitativamente buono
  • Mantenere le aspettative
  • Rispettare le promesse fatte dalla pubblicità
  • Disporre di un servizio clienti disponibile, rapido ed efficiente
  • Essere impeccabili a livello logistico (consegne, spedizioni, tempistiche…)
  • Implementare una rete commerciale fatta da venditori realmente competenti, onesti e trasparenti
Possiamo valutare l’inserimento della miglior strategia del mondo, ma fino a quando ci metterai tre settimane per rispondere ad un’email o consegnerai dei prodotti spesso difettosi ed insoddisfacenti per lo più in ritardo rispetto alla tabella di marcia di cosa vogliamo parlare?
 

Voglio darti fiducia, poniamo che la tua azienda rispetti tutte queste condizioni (e in caso contrario possiamo comunque lavorarci, non ti preoccupare) quali altre accortezze possono servire a far ritornare un cliente ad acquistare un tuo prodotto o servizio?

  • Comunicazione personalizzata analizzando preferenze, interessi e stato del cliente (cliente appena acquisito, cliente storico, cliente alto spendente, true fans…)
  • Offerte mirate in base al comportamento del cliente
  • Retargeting e remarketing
  • Creazione di una scala dei valori (proposizione sequenziale dei prodotti nel tempo)
  • Piani di Upsell e cross-sell studiati per portare un reale beneficio ulteriore al cliente
  • Contenuti e prodotti esclusivi
  • Valorizzazione del contatto 
  • Fidelizzazione programmata

Impostare il proprio modello di business in questo modo è l’unica via percorribile per diventare scalabili e profittevoli sul lungo periodo. 

“Tieniti stretti i clienti più fedeli”

Dicevano.

Malgrado questa affermazione venga ripetuta di continuo ti posso assicurare che sono davvero poche le aziende ad agire concretamente in ottica di fidelizzare i propri clienti.  

Ti posso assicurare che quasi tutti i tuoi concorrenti (e anche i miei) pensano sopratutto ad acquisire nuovi clienti e non a massimizzare la spesa dei clienti già acquisiti.

Questo è un errore. Citando Pareto: “l’80% del fatturato può (e deve) provenire dal 20% dei clienti”. Ma per raggiungere certi risultati è necessario strutturare un piano strategico che consenta di scalare gradualmente la spesa dei clienti.

Clicca il bottone qui sotto e scopri come implementare un piano marketing in dieci step

Domande, dubbi e perplessità frequenti:

Per qualsiasi altra domanda puoi scrivermi nella chat in basso a sinistra o compilare il modulo nella pagina contatti

Una delle domande che ricevo frequentemente (più che domanda la chiamerei provocazione) è: 

“Cristian ho già sentito/letto/visto da qualche parte quello che dici tu”.

Vero. E quindi?

L’unico modo per rimanere competitivi in questo mondo è non smettere mai di aggiornarsi, formarsi ed informarsi.

Nessuno è nato studiato. Non mi vergogno a dire:

“Sì ho studiato da persone più esperte e competenti di me e continuo a farlo.”

Hai la possibilità anche tu di terminare centinaia di libri all’anno, partecipare a decine di eventi di formazione, frequentare ogni mese corsi di approfondimento e di aggiornamento? 

Hai davvero anche tutto questo tempo per aggiornarti e formarti? Non credo. Io sì.

“Cristian non hai proprio nient’altro da fare per avere tutto questo tempo libero da investire in formazione?”

No. O meglio, l’aggiornamento costante è una parte integrante del mio lavoro a tutti gli effetti, è una task regolare e obbligatoria, è un’attività lavorativa come rispondere alle e-mail o pagare le fatture. 

Ma ripeto: fa parte del MIO di lavoro, non del tuo. Dubito seriamente che anche tu abbia così tanto tempo (e voglia) da ritagliare in formazione e aggiornamento.

Oltre ad avere del tempo imprescindibile per formarmi costantemente ho la possibilità di testare regolarmente e in maniera diretta sulla mia pelle (su progetti e startup personali) strategie, tecniche, strumenti e consigli appresi da terzi.

Ti è mai capitato di leggere un libro o partecipare ad un evento, assorbire una determinata informazione, rimanere molto colpito ma decisamente preoccupato che per la tua azienda non possa funzionare

Ti è mai capitato di essere certo che le nozioni di un formatore possano essere valide ma hai paura di mettere in pratica queste nozioni perché ti sembra di fare un investimento aziendale azzardato? 

È comprensibile. Stiamo parlando di business, non dei soldi del monopoli. 

È razionale esitare e non voler rischiare di intraprendere delle avventure potenzialmente dannose per te e per la tua impresa.

Ancora una volta io ho la possibilità di fare questi investimenti. Ho la possibilità di correre questi rischi.

Ho la possibilità di mettere in pratica, testare e testare ancora, modellare e perfezionare modelli, strategie e suggerimenti.

Perché ho questa possibilità? Non perché abbia una disponibilità economica infinita e risorse da buttare, tutt’altro. Ma perché testare e mettere in pratica ciò che apprendo fa ancora una volta parte del mio lavoro. Come pagare gli stipendi o rispondere alle telefonate.

Per concludere sono più che contento di ammettere a grande voce “Sì, io studio, sì io mi informo, sì prendo spunto da terze persone.”

Da qualche settimana è uscita sul sito una lista di oltre 100 libri che consiglio personalmente a tutti gli imprenditori.

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I pacchetti di consulenza prevedono SEMPRE una costanza nel tempo. Esempio: 2 ore di consulenza iniziale + 30 minuti di confronto operativo ogni quindici giorni per due mesi.

Questo mi permette di avere sempre uno sguardo vigile e poter valutare i progressi in corso, supervisionare i lavori ed eventualmente aggiustare la rotta. Tuttavia nei pacchetti di consulenza non è previsto un mio apporto pratico sui lavori. 

Come marketing manager in affitto oltre alla fase iniziale di analisi e strategia mi occupo personalmente di affiancare l’imprenditore sul campo al fine di implementare il piano concordato. In questo modo è come se fossi a tutti gli effetti “un manager” aziendale. Dalla creazione del team di lavoro all’outsourcing, dal coordinamento dei lavori al rispetto delle scadenze.

No. Non vendo  formazione. Ritengo che soltanto i numeri UNO dovrebbero permettersi di insegnare. Ancora non ho scoperto l’acqua calda. Ho soltanto testato, studiato, adattato e miscelato centinaia di metodi e strategie che possono portare a concretizzare un’idea imprenditoriale. Tutti i contenuti (video, guide, articoli, podcast e webinar) sono messi a disposizione gratuitamente al fine di sensibilizzare, formare e informare i visitatori.

Sono un consulente. Il mio lavoro consiste nel costruire una panoramica completa a 360° delle attività necessarie per progettare e in seguito implementare un piano marketing.

Tuttavia essendo molto scrupoloso a giustificare dettagliatamente il perché di ogni singola mossa ritengo che dalle ore di consulenza si possa apprendere molto, diventando a tutti gli effetti un’ora di formazione personalizzata. Ma non chiamatemi ( per adesso) formatore.

Esatto, il mio lavoro consiste proprio in questo: offrire una panoramica completa delle attività necessarie (online ed offline) per migliorare le performance di un’azienda e avviare o portare avanti un qualsiasi progetto imprenditoriale.

Fare marketing  è come costruire un cartello di carte. Ogni carta è fondamentale, ma bisogna identificarle e combinarle in maniera proficua queste carte: questo è il mio UNICO lavoro.

Quindi no, non vedo un problema di posizionamento. Non vendo formazione e non vendo servizi operativi. non ti venderò mai un sitoweb o una campagna su Facebook. Certo con i pacchetti da “manager in affitto” posso aiutarti nella fase di realizzazione e di outsourcing grazie ad una rete fidata di collaboratori, ma non di più. Perché non è il mio lavoro e ci sono persone molto più competenti (e specializzate nella singola attività) di me.

L’identificazione delle attività necessarie da svolgere, la gestione delle risorse interne ed esterne, il coordinamento di un team supportato da un’unica strategia completa, questo è il mio lavoro.

Tra podcast, blog, social e newsletter trovi centinaia di contenuti gratuiti da cui partire.
Inoltre offro un servizio “entrylevel”, accessibile a chiunque chiamato “l’angolo della video risposta.”

Come funziona?

Tu mi fai una domanda e nel giro di pochi giorni io o uno dei miei collaboratori ti invieremo una video risposta.

Ogni video risposta può durare dai 5 ai 15 minuti. Il tutto al misero costo di 29.-
Praticamente una mini consulenza al costo di una cena.

Puoi comunque scrivermi a: contatti@cristianboin.ch

Una chiacchierata con degli ambiziosi Startupper la faccio sempre volentieri.

Inoltre ogni anno valuto Startup e progetti no profit con la quale a collaborare. 

 

A soli quindici anni (non lo dico per vantarmi, anzi me ne vergogno quasi) ho aiutato un mio amico a mettere sul mercato un piccolo software di statistica finanziaria. Per noi era soltanto un gioco, ma inconsapevolmente lanciai così la mia prima Startup. Nonostante delle competenze tecniche pari a zero e dei visi troppo sbarbati per essere credibili riuscimmo a raccogliere una cifra d’investimenti significativa.

Purtroppo con questa piccola Startup non decollammo mai, ma questo mi mise in buona luce con diversi professionisti, interessati ad ingaggiare un giovane ambizioso da formare. Iniziai così a svolgere dei primi lavoretti, passai da fare le fotocopie a pubblicare sui social media, da controllare i bilanci a scrivere i testi sui siti web, fino ad oggi.

In quei mesi iniziai inoltre a studiare come realizzare un sitoweb. Per allenamento progettavo siti web per amici e parenti. Consegnato il sito la domanda nelle settimane successive era sempre la stessa:

“Okey e adesso cosa devo fare per portare traffico sul sito?”

Fu così che iniziai a studiare, formarmi e approfondire l’advertising, la SEO, l’influencer marketing e a testare ogni fonte possibile di traffico. Implementata una strategia che generasse traffico attorno ad un sito sorgeva un altro problema:

“Okay Cristian adesso ho delle visite sul sito, ma perché le persone non mi contattano e non compilano nessun modulo?”

Entrai così a scoprire il fantastico mondo del growth hacking e dei sales funnel. Una volta creata una struttura per raccogliere i contatti e ottimizzare le conversioni sorgeva l’ennesimo problema:

“Cristian le persone mi contattano e si iscrivono alla newsletter, ma pochi utenti diventano clienti”

Mi affacciai per la prima volta al content marketing: nutrire, informare e formare il pubblico tramite i contenuti. Studiata (e applicata) una strategia editoriale per i singoli progetti (copywriting, email marketing, video marketing, blogging, social media…) pensavo di essere finalmente arrivato ad un traguardo, ma ancora una volta:

TUTTO QUESTO NON BASTAVA.

Rammaricato (ma determinato ad andare avanti) iniziai a chiedermi “ma come caspita faccio a far crescere il business dei miei clienti?”. Dopo anni di studio iniziai a scoprire le prime cause. La maggior parte dei miei partner avevano un posizionamento troppo generico, oppure un business model poco approfondito, un branding freddo e non empatico oppure un target non analizzato nel dettaglio.

Ogni volta c’era un “E ADESSO CHE COSA DEVO FARE” “QUAL È IL PROSSIMO STEP?” C‘era sempre uno scalino successivo, un passo avanti ancora da fare.

Implementare con successo un piano marketing significa combinare in maniera efficace e lineare tutte queste componenti. Oggi più che mai, con internet che ha aumentato la concorrenza e sdoganato le barriere d’entrata l’unico modo per sopravvivere è avere una panoramica a 360° di tutte le attività necessarie da compiere per riuscire ad ottenere un business profittevole.

Di conseguenza alla domanda “Come si fa a far crescere un business” non può esserci una sola risposta, poiché non c’è soltanto una causa. Un fallimento è l’insieme di scelte sbagliate, il successo il mix di diversi elementi.

Sono decisamente contro i tuttologi e contro le agenzie che fanno di tutto e di più. Sembrerò incoerente, ma attenzione. Ho messo le mani in pasta in tutte queste discipline, il che mi permette di avere una panoramica completa, ma non sono sicuramente un esperto in tutte le singole materie. Il mio lavoro consiste nell’offrirti una visione e un affiancamento operativo, ma difficilmente mi metterò io a farti il sito web o a scriverti un articolo, perché non è il mio lavoro e perché sicuramente troveremo qualcuno più bravo di me.

Fare marketing è come costruire un castello di carte. Il mio lavoro è aiutarti ad individuare tutte le carte necessarie e assemblarle in maniera corretta.

Nel “tempo libero” mi sono diplomato Web Project Manager.

Il pacchetto base di consulenze è di sette ore.

  • 2 ore di consulenza iniziale
  • 1 sessione di coaching operativo da trenta minuti ogni settimana per otto settimane (totale 4 ore)
  • 1 ora di consulenza al termine delle otto settimane per valutare i progressi e programmare un piano strategico futuro.

Al pacchetto base è possibile aggiungere delle ore extra prima, dopo e durante il periodo di otto settimane. Inoltre è possibile estendere il periodo delle sessioni di coaching mensili per 3-6-12 mesi. Tutti i pacchetti possono essere integrati con ulteriori prodotti e servizi.

Il pacchetto base costa 740.- (ps: il prezzo è in franchi, il cambio euro franco è circa 1 euro = 1,10 chf)

Clicca qui per accedere al prodotto 

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Il servizio “marketing manager in affitto” permette di ingaggiarmi per 15-30-40 ore mensili per 3-6-12 mesi.

L’ingaggio minimo di 15 ore per 3 mesi costa 1500/chf al mese. 

Prima di contattarmi per acquistare uno dei prodotti ti invito caldamente a guardare il video “crea il tuo piano marketing in 10 step”. In questo modo potrai comprendere al meglio in cosa consiste il mio lavoro e di che cosa mi occupo in pratica. La visione del video ti permetterà inoltre di allinearti su quella che è la mia visione di marketing.

No, mi piacciono le strette di mano e gli incontri faccia a faccia, ma il mio lavoro si svolge principalmente da remoto.

Quindi l’intenzione è quella di vederci prima o poi di persona anche soltanto per un caffè, ma possiamo iniziare a lavorare da subito anche se siamo distanti. Così è come sviluppo e porto avanti i progetti che seguo per i miei clienti.

mission cristian boin

ORA ENTRO IN GIOCO IO

Stai cercando una persona di fiducia, che non venda false speranze e che non abbia la presunzione di prometterti risultati certi con metodi infallibili?

Stai cercando qualcuno che non sia bravo soltanto ad immaginare complesse teorie ma che scenda in campo con TE?

Stai cercando qualcuno disposto a rimboccarsi le maniche e che sia pronto a condividere gioie, dolori e fatiche allineandosi con i tuoi obiettivi?

Stai cercando una persona che sappia da che parte girarsi e sappia analizzare al meglio il contesto aziendale individuando tutte le attività da fare?

Sei consapevole che non basti una singola attività per migliorare le performance di un’azienda?

Sei consapevole che non si possano costruire castelli di carte con una carta sola?

Sei consapevole che per implementare un piano marketing sia necessario impegnare sforzi e risorse su fronti differenti?

Sei consapevole che non esistano ricette matematiche o metodi magici per il successo?

Vuoi essere affiancato da una persona che sappia combinare, coordinare ed ottimizzare le prestazioni di tutte le risorse e di tutti gli attori coinvolti?

Allora posso fare al caso tuo, voglio fare al caso tuo.

PRODOTTI

Il punto di partenza per chi vuole partire con calma

Mettimi alla prova: una domanda una risposta

Le videorisposte sono il metodo più rapido ed efficace per iniziare ad aiutarti in poco tempo a migliorare le performance della tua azienda.

Scrivimi una domanda e ti risponderò con un video.

Niente giri di parole inutili, niente premesse troppo lunghe, niente approfondimenti non richiesti: una domanda una risposta, stop!

Praticamente una mini consulenza al costo di una cena.

Questo prodotto è appositamente accessibile a chiunque ed è adatto anche a realtà inesperte o che partono da zero.

Quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare

pACCHETTO DI CONSULENZA BASE

Il pacchetto giusto per iniziare a progettare strategicamente il piano marketing della tua azienda.  

Il pacchetto in consulenza base comprende:

Novanta minuti di consulenza iniziale dove andremo a definire la strategia più adatta per il tuo business

Quattro sessioni di coaching operativo da trenta minuti (una ogni quindici giorni). In questo modo potrò supervisionare l’implementazione della strategia concordata nell’arco di due mesi.

Un’ora di consulenza finale per decidere le prossime mosse e valutare l’operato in corso.

Disponibilità limitata: candidati per affittarmi come marketing manager.

Marketing manager in affitto

Un consulente strategico non ti basta e stai cercando qualcuno che ti possa supportare a livello pratico? Hai bisogno di un partner operativo che scenda in campo con te?

Con il pacchetto marketing manager in affitto puoi ingaggiarmi per 15-30-45 ore mensili per 3-6-12 mesi. Mi occuperò personalmente di seguire e coordinare l’implementazione delle strategie pianificate.

Nello specifico i miei compiti in quanto marketing manager sono:

• Marketing plan: strategia e implementazione
• Team building, outsourcing, coinvolgimento e formazione delle figure già presenti in azienda
• Coordinamento del progetto e ottimizzazione dei processi lavorativi 
• Gestione dei rapporti con gli Stakeholder
• Extra: gestione della marketing automation, CRM e gestionale

Presta bene attenzione: questo pacchetto non è per tutti. Essendo una collaborazione intensa (a livello di tempo, di risorse, di impegno ed energie) scelgo soltanto aziende in linea con i miei valori, dove avverto la giusta sinergia e con la quale sono convinto di poter fare bene. 

 

>> Al momento SOLD OUT. Possiamo comunque fare due chiacchiere, clicca qui

Due parole su di me

Chi sono

Ciao, io sono Cristian, vivo a Lugano e sono un marketing manager. Aiuto le aziende a costruire sistemi di acquisizione clienti e piani per massimizzare il loro valore nel tempo.

Nonostante possa definirmi un nativo digitale, in certi aspetti sono molto più simile a manager e professionisti “vecchia scuola”. Ho avuto la fortuna (o sfortuna secondo qualcuno) di avvicinarmi a questo mondo con dei mentori focalizzati su concetti come il posizionamento, il business model o la gestione finanziaria delle imprese.

A soli quindici anni (non lo dico per vantarmi, anzi me ne vergogno quasi) ho aiutato un mio amico a mettere sul mercato un piccolo software di statistica finanziaria. Per noi era soltanto un gioco, ma inconsapevolmente lanciai così la mia prima Startup. Nonostante delle competenze tecniche pari a zero e dei visi troppo sbarbati per essere credibili riuscimmo a raccogliere una cifra d’investimenti significativa.

Purtroppo con questa piccola Startup non decollammo mai, ma questo mi mise in buona luce con diversi professionisti, interessati ad ingaggiare un giovane ambizioso da formare. Iniziai così a svolgere dei primi lavoretti, passai da fare le fotocopie a pubblicare sui social media, da controllare i bilanci a scrivere i testi sui siti web, fino ad oggi.

In questi anni ho potuto toccare con mano e approfondire tanti aspetti del marketing e del management. Qualunque fosse il lavoro (o il dipartimento) in cui lavorassi c’era sempre una costante: la mancanza di una visione completa. Il designer non sa nulla di lead generation, il commerciale non conosce l’advertising, il social manager non ha in chiaro cosa sia la customer Journey, l’addetto alle newsletter non è pratico degli Analytics, il responsabile marketing non conosce il mondo dei bilanci e della vendita.

Un piano marketing efficace è la somma di tutti questi tasselli combinati in maniera opportuna. Serve però qualcuno che sappia combinare i tasselli. Certo un project manager può tirare le file e dirigere i lavori con una forte attenzione alla produttività, ma questo non basta. Serve qualcuno che sappia far dialogare al meglio tutte le parti coinvolte in funzione di un’unica strategia piano ampia. Serve qualcuno che abbia messo le mani ovunque al punto da avere un’infarinatura basica in tutte le attività, in modo da poter comunicare sulla stessa frequenza d’onda con tutti.

Da ormai qualche anno a questa parte ho deciso di combattere in prima persona contro questa costante. Posizionandomi come colui che porta all’azienda una panoramica di tutte le attività necessarie da svolgere e sappia selezionare le figure più funzionali allo scopo.

Sono orgoglioso di potermi definire un mix di innovazione e basi tradizionali, di combinare il linguaggio digitale e le nuove tecnologie a delle fondamenta analitiche e un pensiero critico fortemente manageriale.

In questi anni sono passato dal definirmi un consulente aziendale a raffinatore di idee, per poi farmi chiamare realizzatore di obiettivi e infine marketing manager in affitto. Puoi decidere di chiamarmi risolutore di problemi o considerare me stesso un problema, puoi paragonarmi ad un allenatore severo o alla Zia pettegola di turno che ogni anno a Natale ti dice: “Come va la scuola? Hai trovato la fidanzatina? Pettinati meglio i capelli e tirati su i pantaloni che a vita bassa non vanno più di moda.”

Descrivimi come vuoi, non ha importanza, o almeno io non faccio più caso alle etichette.

St.Louis (Missouri), 4 aprile 2019, fui invitato da un cliente per partecipare ad una delle fiere settoriale più importanti nell’industria dell’acciaio. Alla sera ebbi modo di parlare a lungo con il responsabile vendite dell’azienda che dopo un paio di birre (forse di troppo) mi disse:

“Cristian sarò sincero con te: non ho ancora capito se tu sia un business developer, un manager, un esperto in performance aziendali o un responsabile marketing, ma quello che fai serve e funziona.”

Da quel giorno ho deciso di smetterla di badare ai titoli e agli appellativi per concentrarmi sulla sostanza.

Come puoi fidarti di uno che millanta il posizionamento e poi non sa trovare un’etichetta precisa al suo lavoro? Il dubbio è lecito.

 

Cristian Boin - marketing manager - lugano - about
  • +41 76 823 71 31
  • contatti@cristianboin.com
  • Via alle Brughette 25, 6918 Figino

Implementare un piano marketing è come costruire un castello di carte. Il mio lavoro consiste nel selezionare tutte le carte più idonee al progetto e assemblarle in maniera profittevole. Aiuto le imprese a tracciare percorsi da seguire e individuare mete da raggiungere"