#48 Formazione del personale: da dove partire?
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Ps: questa è una semplice e grossolana trascrizione non rivisitata della puntata.

Tempo di lettura: 4 minuti

Buongiovedì e benvenuto a questa nuova puntata di spunta uno spunto, puntata numero 48, siamo sempre più vicini alla cinquanta e non ho ancora deciso cosa fare, se chiudere baracca e burattini e ripartire da zero con un nuovo formato, se andare avanti all’infinito o altro, non lo so ci devo pensare. Che poi questa ossessione per il simbolismo è la stessa che porta all’ortodossia del management classico che io tanto critico e che porta le aziende ad allestire procedure pesanti e poco funzionali, e la revisione trimestrale, e il ritiro pseudo spirituale in una casa in montagna in mezzo al niente, e la supervisione del contabile andato in pensione nel 92 perché senza di lui il bilancio annuale non si può chiudere. Sto divagando ma questo a conferma che predico bene e razzolo male perché promuovo tanto la flessibilità e l’abbattimento totale dei protocolli e dei simboli e poi sono da due mesi ad interrogarmi cosa farà alla puntata 50.

Ma torniamo a noi, oggi parliamo di formazione del personale, da dove iniziare?

Quali sono i primi passi per iniziare a promuovere la formazione interna?

Me lo avete chiesto in diversi ed è un tema molto interessante, faccio solo una piccola e doverosa premessa, per le piccole realtà che non contano decine, se non centinaia e migliaia di dipendenti è probabilmente più difficile allestire un percorso di formazione. Perché nella grande azienda, se lavori in una multinazionale e ti mandano per una settimana a frequentare un corso lo fai perché non hai scelta ma anche perché l’azienda può permettersi di privarsi del tuo lavoro per un periodo, in un’azienda con 5,10,20 persone è molto più difficile sopperire alla mancanza temporanea di personale. Ma non è solo una questione di capacità produttiva ma anche di ambiente e serenità sul posto di lavoro. La grande azienda che obbliga tutti a frequentare un seminario di mezza giornata ti manda anche se tu non ne hai voglia o vorresti fare altro. Ed è assolutamente sbagliato, ma il dispiacere di uno, o anche fosse di un reparto intero viene accettato e si auspica non generi particolari conflitti o ripercussioni varie.

In un gruppo ristretto, hai voglia passare un anno di lavoro, 5 giorni su 7 8 ore al giorno con una persona infastidita perché l’hai mandata a Mazara del Vallo a frequentare un corso sul public speaking. Anche perché queste scelte è facile che provengano da te imprenditore e sei tu che ci metti e rischi di perdere la faccia, la stima e la fiducia dei collaboratori, e non vogliamo che questo accada.

Fine della premessa, questo per dire che potrebbe sembrare un tema scontato quello della formazione del personale, da dove si inizia, può esserlo in una grande azienda, dove si da l’ordine: da settimana prossima tutti i giovedì mattina lezione con il professor Mario Rossi. Per noi altri la faccenda è più complicata.

E da dove si inizia con la formazione del personale?

Oggi non ho preparato una checklist precisa passo dopo passo ma una serie di consigli, perché ci sono troppe variabili per provare a definire un percorso valido per tutti.

Tra l’altro vale sia per la formazione tecnica che per quella più orizzontale, quindi di soft skillz come dicono quelli bravi utili a tutti. dal public speaking a dei corsi sulla tecnologia e il digitale, dal time planning al self management. Questa puntata è nata pensando a questa seconda tipologia di formazione ma credo che possa essere utile anche per chi vuole far partire della formazione più verticale e tecnica.

Comunque ancora una volta il primo consiglio è di partire in maniera leggera, riascoltatevi la puntata 39: applicare il concetto di MVP nella vita di tutti i giorni, la formazione del personale è un esempio perfetto di dove è importante testare un’idea in piccolo. L’obiettivo finale sarà avere un’azienda in cui la formazione è una parte integrante, tutti si formano regolarmente, spontaneamente e sono felici di farlo, ma la strada per arrivarci è lunga.

Come ho ribadito in più occasioni, ogni qual volta prendiamo una decisione, lanciamo un progetto o allestiamo un nuovo processo in cui sono coinvolte altre persone è fondamentale che queste persone siano coinvolte e convinte di quello che andranno a fare. Siamo in 20 su una canoa e uno rema contro corrente, forse ci salviamo, siamo in 5 e uno rema contro? È un disastro.

In questo caso partire in maniera soft, leggera, è utile non solo per testare eventuali metodi di formazione, mandiamo i collaboratori ad un evento o chiamiamo un formatore esterno, creiamo noi delle lezioni o organizziamo un workshop, ma anche per sensibilizzare le persone all’importanza della formazione e far si che in qualche modo siano loro a chiedere e promuovere la formazione.

Ci sono diversi modi per far partire la formazione in maniera leggera, ma davvero leggera. Un modo è la già citata in più puntate lettura in semi-sincrono, scegliete un libro, lo leggete tutti più o meno contemporaneamente e dopo ogni capitoli vi confrontate. Senza farla diventare una cosa pesante, come chiedere di di preparare un riassuntino di ogni pagina, ma magari nella pausa caffè chiedere “come ti sta sembrando il libro? Hai imparato qualcosa? C’è qualche punto su cui non sei d’accordo?” però la lettura in semi-sincrono può essere una valida soluzione per far partire in maniera leggera una cultura della formazione del personale. Ovviamente non deve essere una forzatura e assicuratevi di non obbligare delle persone che odiano leggere e non leggono un libro dagli esami di maturità

Analogamente potreste fare la stessa cosa con un podcast, con un video su Youtube, con un Ted o un estratto di una conferenza o di qualsiasi lezione, mandate il link a tutti ed aspettate le loro reazioni. Chissà, magari inizieranno a loro volta a suggerirvi dei contenuti da guardare e sarebbe un traguardo, significa che siete sicuramente pronti per allestire un programma di formazione più completo.

E tra l’altro sono tutti metodi per partire a costo zero, non parliamo di corsi a pagamento o altro.

Un secondo consiglio è di parlare apertamente con le persone e chiedere ai diretti interessati se siano interessati scusate il gioco di parole ad una formazione specifica. Domani vai in ufficio e chiedi ad un tuo collaboratore “Senti ma non è che c’è un corso, un evento o una conferenza che hai adocchiato e ti piacerebbe tanto partecipare? Individualmente oppure che potrebbe avere senso per te e altre persone del team?”

Non tutti risponderanno di sì, ma sono certo che almeno almeno 1 persona su 5 qualche idea la tira fuori.

Ovviamente se vi propongono un corso pre-registrato nel 2011 che dura soltanto 20 minuti e costa 18 mila euro andateci piano, però in tal caso potrebbe avere un senso investire un minimo, anche in questa fase, per accontentare una persona e innescare un meccanismo di formazione. Pino vuole andare alla conferenza X? Ha un costo ragionevole ed è un argomento che potrebbe giovare al suo lavoro? E manda pino a sta conferenza.

In questo caso sì, quando le persone frequentano della formazione individualmente, ha senso chiedere almeno un rapportino, fosse anche la messa a bella degli appunti, appunti che io consiglio di mettere su Evernote o piattaforme similari e poi mandare il link a tutti. magari non a tutti interesserà o servirà l’argomento, però le informazioni diventano in qualche modo di dominio di tutta l’azienda.

Ma soprattutto e arriviamo all’ultimo e probabilmente più importante consiglio, rendete sempre le cose utili alla causa, e come lo facciamo? Al termine di ogni formazione, indipendentemente dalla sua lunghezza, sia la lettura di un libro, la visione di un video di pochi minuti o un workshop da 15 settimane, cercate sempre di progettare un piano d’azione, una to-do-list pratica per applicare e implementare quello che è stato imparato, anche solo una parte e/o in minima parte. In questo modo non fate diventare la formazione qualcosa di fine a se stesso, che comunque formarsi non fa mai male, ma cogliamo due piccioni con una fava e la facciamo diventare un’attività con un riscontro e un beneficio immediato.

L’obiezione potrebbe essere, bella l’idea del piano d’azione ma l’ultima volta che abbiamo frequentato un corso c’è sembrato tutto surreale e inadatto a noi. Certo può essere, significa che l’argomento nello specifico o il formatore o la modalità di formazione non era adatta a voi, spiace ma è comunque una lesson learned importante.

Molto bene questi erano i consigli di oggi e termina la puntata, che in realtà è la prima parte di questo tema, settimana prossima infatti affronterò ancora il tema della formazione del personale, e li si che definiremo una checklist operativa ma non per far partire il processo di formazione, ma per allestire una propria academy aziendale. Quindi un portale, una piattaforma di formazione dell’azienda.

Ti auguro una buona serata e ci sentiamo giovedì prossimo ciao!

Cristian Boin
Cristian Boin
Manager in affitto, affianco gli imprenditori nelle loro avventure. Hai un progetto da avviare o da portare avanti? Allora potrei essere il compagno di viaggio che fa al caso tuo. Trasformo le idee in piani d'azione e i progetti in obiettivi da raggiungere.

Oggi ti suggerisco queste puntate:

Affianco gli imprenditori nelle loro avventure:
1) Stabiliamo una meta da raggiungere.
2) Tracciamo possibili rotte da seguire.
3) Prepariamo il necessario per partire.
4) Partiamo!

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