Marketing manager in affitto - Cristian Boin - consulenze - Lugano

Business model VS business model canvas

Business model VS business model canvas | Cristian Boin

 

Business model VS business model canvas | Cristian Boin

Qualche giorno fa, durante una
consulenza faccia a faccia con un imprenditore, chiesi a quest’ultimo di raccontarmi
a grandi linee il suo business model
. Lui mi guardò spaesato e mi rispose,
forse mentendo, di averlo stampato quella mattina stessa ma di averlo
dimenticato in ufficio. Non capivo a cosa si riferisse ma presto il mistero fu
svelato: il mio cliente non parlava del suo business model ma di un semplice
foglio chiamato business model canvas. Che cos’è il business model canvas? Si
tratta di uno strumento di rappresentanza schematica e visiva di un
modello di business, utilizzabile per descrivere i punti salienti di
un’attività imprenditoriale. Sebbene il business model canvas possa fungere,
una volta compilato con criterio, da documento base per lo sviluppo di una
visione aggiornata e completa della propria idea imprenditoriale (anche e
soprattutto in fase di start up), ciò non toglie che questo documento rimanga
più né meno un banale foglio di carta
.

Tutt’altra
cosa è invece il business model, e cioè il modello di business adottato
dall’impresa per muoversi sul mercato e ottenere risultati all’altezza delle
aspettative. In questo caso bisogna fare un (bel) passo avanti, raccogliere i
concetti e gli elementi chiave di un’azienda e combinarli fra loro per definire
un modello d’impresa realistico, sano ed efficace. In ordine sparso, i
punti chiave da tenere in considerazione per redigere un business model
includono:

  • Il target di pubblico
  • I canali di promozione
  • Il sistema di acquisizione dei clienti
  • Le fonti di guadagno
  • I costi da sostenere
  • Il valore aggiunto (value proposition)
  • Le partnership e le collaborazioni
  • Il piano di marketing
  • I punti vendita (ecommerce, negozio fisico…)
  • I canali di distribuzione
  • La tipologia di prodotto (digitale, fisico, consulenza,
    formazione)

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DALLA TEORIA ALLA PRATICA, DALL'IDEA AL MODELLO DI BUSINESS

Alla fine del 2° trimestre 2018, secondo il magazine Mark Up, le start up in Italia sono salite a 9.396, con un incremento del 5,9% rispetto al mese di marzo. Bello, fantastico, ma quante di queste start up sono davvero innovative? Quante possono auspicare di sopravvivere alle difficoltà iniziali e raggiungere il successo sperato? E ancora: quante di loro hanno implementato un business model adeguato?

 

Non sarò io a rispondere, certo, ma è altrettanto certo che qualunque iniziativa imprenditoriale, a maggior ragione se ambiziosa, deve tenere conto di quel “piccolo particolare” che si chiama business model. 

 

Lavorando come manager in affitto mi sono reso conto di come il business model venga sottovalutato o ignorato anche dai manager più avveduti, con ovvie e inevitabili conseguenze. Nei prossimi articoli del mio blog condividerò con te una serie di consigli preziosi per trovare la direzione giusta e trasformare la tua idea in un progetto concreto e remunerativo. Continua a seguirmi per saperne di più!