professionisti che non mi piacciono
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Ps: questa è una semplice e grossolana trascrizione non rivisitata della puntata.

Tempo di lettura: 3 minuti

Professionisti che non mi piacciono

Era da diverso tempo che non facevo una puntata “piccante”, oggi ho deciso di rimediare facendo una lista di professionisti che non mi piacciono. 

Ogni settimana raccolgo in un rullino fotografico screen di post, commenti e articoli con la quale mi trovo in disaccordo. Quello che farò in questo episodio sarà commentare alcuni di questi screen. Non sarà un ordine di gravità dei fatti ma puramente cronologico. Iniziamo quindi questa lista di professionisti che non mi piacciono.

1. Chi si lava le mani

Al primo posto di questa fatidica lista c’è chi si lava le mani perché: “No non è il mio lavoro, io non sono pagato per questo.”

Provo a contestualizzare un attimo la faccenda. Qualche giorno fa ho letto su LinkedIn il post di un consulente mi riferisco ad un post su LinkedIn di un professionista che si occupa di advertising su Facebook. Questo professionista ha scritto di non accettare clienti che non gli sanno fornire il margine preciso di ogni prodotto.

Come potrai immaginare io sono completamente d’accordo. Ho parlato dell’importanza dei margini nella puntata di settimana scorsa. 

Ho apprezzato molto questo intervento e sono d’accordo. Scorrendo i commenti ho però visto diversi messaggi che non mi sono proprio piaciuti. Diversi suoi colleghi hanno risposto che non sta a loro calcolare i margini e quindi non si fanno problemi ad accettare lavori da clienti che non conoscono i margini. 

Certo che non è compito loro calcolare i margini, ma da professionista non dovresti accettare lavori del genere. Altrimenti non ci sarà modo di giudicare l’operato OGGETTIVO di una campagna. Il cliente in questo modo non potrà valutare il risultato effettivo del suo investimento. 

Voglio fare un altro esempio di professionisti che si lavano le mani.

Pensiamo al commercialista che viene ingaggiato una volta all’anno con il solo scopo di aiutarci a compilare la dichiarazione  dei redditi, nulla di più perché abbiamo già un contabile interno. Il commercialista mentre analizza i bilanci scopre che un fornitore ha applicato un’IVA non corretta, cosa dovrebbe fare? Stare zitto e lavarsi le mani perché non è stato pagato per quello? Non mi sembra un ragionamento particolarmente corretto.

Questo è un disservizio bello e buono.

2. Chi predica bene ma razzola scorrettamente

Nota bene: ho scritto scorrettamente e non male, perché a razzolare male sono io il primo. Vediamo un esempio. Il personal trainer che vende programmi di allenamento per tornare in forma mettere su massa muscolare. In segreto il personal trainer assume steroidi e ricorre ad altri trucchetti, facendo l’opposto di quello che suggerisce come trainer. Il suo programma di allenamento potrebbe anche funzionare, ma in questo momento stai predicando bene e razzolando in maniera scorretta.

A questa categoria aggiungo anche chi predica bene e poi cerca delle scorciatoie.

Qualche giorno fa ho ricevuto una newsletter che mi invitava a partecipare ad un Webinar su come fare lead generation nel 2020. I soliti concetti molto banali: ottimizza il sito per la SEO, fai advertising nelle piattaforme più in trend del momento, indirizza il traffico su una landing page, crea un lead magnet, raccogli il contatto eccetera eccetera. 

Peccato che io non mi fossi MAI iscritto a questa newsletter. Mi vuoi insegnare come fare iscrivere delle persone alla newsletter e poi compri delle liste di contatti?

4. Chi si impone senza adattarsi al contesto

Torno a commentare un post su LinkedIn che ho letto questa settimana. Il post è stato scritto da un manager che spiegava di come i manager, quelli bravi, dovrebbero avere la fermezza di imporre i propri metodi, indipendentemente dal contesto. Il manager bravo (secondo lui, io la penso diversamente) dovrebbe avere il coraggio nei momenti di crisi di stravolgere tutto e mandare tutti a casa. Questo non è coraggio, questa è vigliaccheria. 

Tralasciando l’aspetto morale, anche a livello produttivo è sbagliato rivoluzionare tutto dal nulla senza adattarsi al contesto.
Il mondo dello sport è pieno di allenatori vincenti in una squadra che falliscono miserabilmente in un’altra, poiché ostinati ad imporre le proprie tattiche senza adattarsi ai giocatori disponibili.

Punto 5: Sviluppatore di sitiweb che non ha la più pallida idea di come trovare nuovi clienti.

Qualche giorno fa ho letto su un gruppo l’intervento di uno sviluppatore di sitiweb.

Questo ragazzo raccontava di avere lavorato anni in un’azienda e visto che si sente ormai “esperto” vorrebbe mettersi in proprio e rivolgersi esclusivamente a piccole medio imprese.

Fino a qui tutto nella regola, quello che mi ha mandato fuori di testa furono le frasi conclusive, in pratica spiegava di non avere la più pallida idea di come potesse trovare nuovi clienti, ma proprio nessuna, ha chiesto se fossero utili le pagine gialle o il porta a porta per intenderci.

Ora che chi sviluppi siti web non sia un esperto di marketing ci può stare, ma il sitoweb è e rimane uno strumento di marketing cribbio!

È un asset commerciale a tutti gli effetti, se non serve per vendere cosa lo proponi a fare ad una piccola medio impresa? Per vincere qualche strampalato premio come sito più bello dell’anno che poi non genera nessun cliente? 

Forse bisognerebbe fare un ripasso di quali siano gli obiettivi veri che un’azienda dovrebbe avere. Piccolo spoiler: il premio sitoweb dell’anno non è uno di questi.

Come fai a voler portare clienti ai tuoi clienti con il sito web, se tu in primis non hai la più pallida idea di come fare?

Sia chiaro: lo sviluppatore non deve essere un marketers e nemmeno un venditore, ma qualche nozione basilare di SEO, funnel, advertising, copywrite e marketing a risposta diretta la devi avere.

  • Chi imposta un modello di business basato sui propri vantaggi e non sui vantaggi che può generare ad un cliente. 

In questa sesta categoria di professionisti che non mi vanno a genio porto un caso abbastanza similare a quello precedente. Sempre in un gruppo settoriale qualche giorno fa ho letto l’ennesimo post, che indovinate un po’? Esatto, mi ha fatto imbestialire.

Ho letto il post di un ragazzo che raccontava di star studiando come funzionasse l’advertising su Facebook e anche lui vorrebbe mettersi in proprio, esattamente come il nostro amico del punto di prima. Vi riporto la sua domanda:

“Può essere sufficiente lavorare soltanto con Facebook per acquisire e mantenere un numero sufficiente di clienti per vivere bene? O sarebbe meglio avere una conoscenza più ampia del digital marketing?” 

Anche qui mi sono abbastanza arrabbiato perché la sua domanda in pratica la possiamo riassumere con:  “Posso fare business vendendo solo il servixio X?”

La domanda corretta dovrebbe essere: “Il servizio X da solo è utile ai miei clienti? Genera un vantaggio a chi lo acquista?”

Se non hai tu come professionista le risposte a queste domande mi chiedo come potresti fornirle ai tuoi clienti. Bah

Cristian Boin
Cristian Boin
Manager in affitto, affianco gli imprenditori nelle loro avventure. Hai un progetto da avviare o da portare avanti? Allora potrei essere il compagno di viaggio che fa al caso tuo. Trasformo le idee in piani d'azione e i progetti in obiettivi da raggiungere.

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