Risk management podcast spunta uno spunto
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Risk management

Quando hai letto risk management ti è venuta la pelle d’oca? So che questa disciplina spaventa e non poco gli addetti al settore. Come le analisi di fattibilità o le matrici di responsabilità, il risk management viene spesso dipinto come qualcosa di complicato, costoso e puramente destinato a grosse realtà.

Iniziamo questa puntata sfatando subito questo mito: chiunque può e dovrebbe prendere in considerazione il risk management. Non importa quali siano le dimensioni della tua azienda o in quale settore operiate, conoscere i rischi più frequenti ed impattanti della propria realtà e soprattutto capire come fronteggiare questi rischi è fondamentale per tutti.

In diverse occasioni ho ribadito di non prendere mai (o quasi mai) come spunto l’operato delle multinazionali o colossi aziendali. Questa è una delle poche eccezioni! La gestione dei rischi da parte del management di grandi aziende è qualcosa da cui tutti dovremmo trarre degli spunti.

Devi stare attento a chi prendi come esempio, hai già ascoltato l’episodio sui riferimenti di business sbagliati?

Piccolo ripasso nozionistico poi passiamo ai fatti: il risk management è l’insieme di processi con la quale misuriamo o stimiamo la probabilità e l’impatto di un rischio e in seguito sviluppiamo le strategie per prevenire o governare questo rischio. Questi processi vengono inseriti in un documento chiamato piano dei rischi.

“Cristian parla come mangi!”

Hai ragione, provo a spiegarlo nella maniera più semplice possibile:

“Il piano dei rischi non è altro che una lista esaustiva delle minacce e problemi che un’azienda potrebbe incontrare nel suo percorso e le direttive per come superare questi ostacoli.”

Adesso voglio farti un esempio per ribadire quanto sia essenziale anche per una PMI avere il pieno controllo dei rischi potenziali.

Fingiamo che io sia un produttore agricolo e sul mercato venda formaggi, salumi, miele e marmellate.

Decido di partecipare ad una sagra di paese che si terrà il mese prossimo.

Durante la saga potrebbe mancare la corrente e i frigoriferi potrebbero spegnersi da un momento all’altro. Potrebbe piovere, le prolunghe acquistate potrebbero non essere abbastanza lunghe, potremmo terminare le scorte di formaggio o non avere abbastanza moneta per dare il resto esatto ad un cliente.

Se tutti questi rischi capitassero durante la sagra e fossimo impreparati sarebbe un bel pasticcio.

La situazione è ben diversa quando abbiamo identificato in precedenza i possibili rischi e ancora meglio abbiamo studiato un piano per fronteggiare o prevenire questi rischi.

Le prolunghe fornite dagli organizzatori delle sagre sono solitamente troppo corte? Portiamo da casa una prolunga da 50 metri.

Rischia di esserci un acquazzone e l’anno scorso le nostre tende non hanno retto il peso della pioggia? Compriamo delle nuove tende. Rischia di essere un costo eccessivo? Allora affittiamole queste tende, ma vale il sempre valido detto: “prevenire è meglio che curare”.

Non sto proponendo nulla di particolarmente sofisticato, voglio un elenco dei rischi ricorrenti e la risposta a questi rischi, tutto qui.

Ed è proprio qui che voglio la vostra attenzione. Il risk management viene spesso snobbato dalle PMI perché è sempre stato presentato come una documentazione lunga, complicata e costosa. Non serve essere una multinazionale per avere un piano dei rischi! Certo la NASA avrà una documentazione da migliaia di pagine dove calcolerà riserve di contingenza, impatto percentuale di un rischio, probabilità e scostamenti temporali. Ma la NASA deve portare delle persone sulla luna e farle tornare a casa vive e vegete, io devo vendere formaggio al mercato!

Non ho bisogno di un documento da 50 pagine dove calcolate per filo e per segno usando chissà quali equazioni la probabilità di un rischio, io voglio sapere come intendete fronteggiare IN PRATICA ogni rischio potenziale

Quando aggiorniamo il sitoweb perdiamo sempre dei dati? Allora facciamo in anticipo un backup completo.

Quando andiamo ad una fiera di settore il wifi è sempre scarso? Allora useremo l’hostpot del titolare che ha un piano dati illimitato. È questo che voglio sapere!

Ovviamente non è sempre così semplice fronteggiare un rischio, la soluzione non è mai così lineare: un problema – una risposta.

Per dei rischi più complessi da fronteggiare io mi trovo bene ad utilizzare i diagrammi di flusso.

Esempio

Contesto: ingaggiamo una tipografia per creare dei piattini con sopra il nostro logo che porteremo alla sagra.
Rischio: a due settimane dalla sagra il lavoro non è ancora terminato.

Abbiamo individuato il contesto e il rischio, ora bisogna procedere con un diagramma di flusso:

Punto 1: la tipografia ha già fornito una nuova scadenza?

  • Se sì: approvare la nuova scadenza o cercare una nuova tipografia
  • Se no: contattare immediatamente la tipografia e nel frattempo richiedere un preventivo urgente ad un’altra tipografia.

Punto 2: abbiamo il budget e il tempo per eventualmente assegnare il lavoro con poco preavviso ad un’altra tipografia?

  • Se sì: contattare e accettare il preventivo più comodo rapporto: prezzo/tempo di consegna
  • Se no: riunire il comitato direttivo e scegliere con cosa sostituire i piattini.

Vi invito davvero a ragionare sulla gestione dei rischi perché è un’attività che può davvero salvarvi da delle situazioni complicate. Certo non è possibile creare un piano dei rischi completi dall’oggi al domani. Il mio consiglio è quello di partire con i rischi più evidenti e mano a mano lavorare su dei rischi secondari.

Alla prossima riunione invece di raccontarvi come sia andato il weekend cercate di elaborare un piano dei rischi!

Ascolta il mio podcast qui:

Cristian Boin

Cristian Boin

Consulente aziendale, affianco gli imprenditori nelle loro avventure. Hai un progetto da avviare o da portare avanti? Allora potrei essere il compagno di viaggio che fa al caso tuo. Troviamo una meta da raggiungere, prepariamo il necessario per partire e tracciamo insieme possibili rotte da seguire.

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