Condividi queste preziose informazioni e rendi il mondo un posto più saggio:

Share on facebook
Share on linkedin
Share on whatsapp

Temporary manager chi è e cosa fa: definizione

Hai mai sentito parlare di temporary manager? E se ti dicessi che anche la tua azienda potrebbe avere bisogno di un temporary manager? Prima di andare avanti voglio chiederti scusa per l’inglesismo, purtroppo “manager temporaneo” suona decisamente meno elegante di “temporary manager”.

Chi è un temporary manager

Il temporary manager, che io preferisco chiamare “manager in affitto” è una figura relativamente nuova dalle nostre parti, mentre nei paesi anglosassoni è presente già da qualche decennio.

Il temporary manager è una persona esterna all’azienda ingaggiata per definire una strategia in un determinato ambito e gestirne l’implementazione. Solitamente il suo lavoro è focalizzato su un preciso obiettivo o ad un progetto specifico. Il temporary manager potrebbe infatti essere ingaggiato per migliorare una performance aziendale o per lanciare un nuovo prodotto, per implementare delle nuove procedure o per risolvere un problema interno.

Immagina di voler espandere la tua attività all’estero e per farlo vuoi metterti alla ricerca di un investitore. Prova a fare una lista di tutte le attività necessarie per trovare e in seguito convincere un investitore: le analisi di mercato, stimare i costi potenziali e ipotizzare la cifra d’investimento necessaria, rivisitare (o addirittura creare) il business plan, preparare delle presentazioni efficaci, rinnovare la brand identity, fare una stesura dei patti para-sociali, mappare la customer journey e…. mi fermo qui perché potremmo andare avanti all’infinito.

Sono tante attività e alcune sono parecchio complicate. Ti sono venuti i brividi? Immagino, però non c’è motivo di arrendersi.

“Cristian ma dove lo trovo il tempo per fare tutte queste attività? Ho un’azienda da portare avanti, le mie giornate sono già belle piene. E poi non sono sicuro di avere tutte queste competenze. I miei manager al momento sono già troppo impegnati ma allo stesso tempo non vorrei rivoluzionare l’organico perché siamo una bella squadra.”

Comprendo tutti i tuoi dubbi.

Ed è qui che interverrebbe un temporary manager, facendosi carico di questo preciso progetto per poi andarsene al termine dei lavori.

“Quindi il temporary manager è una persona che sa fare tutte queste cose?

Frena, non ho detto questo. Sarà la persona che stabilirà la strategia più idonea per raggiungere l’obiettivo e si assicurerà di portare a termine i lavori nel miglior modo possibile: coordinando le persone, allocando le risorse e supervisionando i lavori in corso.

Facciamo un altro esempio.

Supponiamo che tu abbia un negozio in centro città. State lavorando bene e negli ultimi anni avete raddoppiato le vendite. Hai quindi messo un po’ di capitale da parte e vorresti provare a lanciare anche la vendita online, creando un’e-commerce.

Dovresti iniziare a calcolare costi e margini precisi di ogni prodotto, trovare il miglior spedizioniere rapporto qualità/prezzo, ingaggiare uno sviluppatore, un grafico, un copywriter e qualche marketers in grado di portarti del traffico sullo store online.

Anche in questo caso la scelta più saggia sarebbe quella di mettere a dirigere questo progetto un temporary manager. Ribadisco: non sarà la persona che farà tutte queste cose, ma colui che pianificherà, dirigerà e supporterò i lavori.

2 tipologie di temporary manager:

  • Temporary manager a progetto: una persona incaricata di implementare strategie, processi e sistemi, organizzare il lavoro, allocare le risorse e coordinare lo sviluppo di un progetto specifico.
  • Temporary manager esperto: il suo obiettivo è quello di formare e trasmettere le sue competenze, nel minor tempo possibile ad un team incaricato. Inoltre supervisionerà “i primi passi” del team, assicurandosi che essi siano pronti all’operatività autonomamente.

Il temporary manager è quindi una figura trasversale e può essere più o meno verticale su un singolo argomento. 

Ci sarà chi sarà più esperto in risorse umane e chi in marketing, chi in informatica e chi in sviluppo di un prodotto. Allo stesso tempo un temporary manager potrebbe avere un passato come project manager o come product manager. L’importante che scegliate la persona giusta per voi.

Perché è nata questa professione

Viviamo in un mercato che viaggia alla velocità della luce e diventa sempre più competitivo, le parole d’ordine di un’azienda devono essere flessibilità, velocità e competenza. Ogni giorno saltano fuori nuove piattaforme da studiare, nuove tecnologie da utilizzare, nuove abitudini da imparare e nuove procedure da implementare per rimanere sul pezzo.

Le imprese hanno sempre più la necessità di gestire il personale in modo flessibile, di comprendere rapidamente le fluttuazioni della domanda e dell’offerta e di avvalersi delle più innovative competenze.

Non tutti gli imprenditori, specialmente tra le PMI e tra i liberi professionisti hanno il tempo, la voglia o la disponibilità di formarsi e rimanere aggiornati su ogni fronte.

Io consiglio sempre di non smettere mai di formarsi, ma sarebbe utopico illudersi di poter imparare direttamente ogni competenza richiesta sul mercato. Ognuno deve fare il proprio lavoro. Allo stesso tempo non tutti hanno il budget o la necessità di ingaggiare una persona a tempo indeterminato per colmare queste competenze. Ed ecco che nasce il temporary manager, una persona che arriva in azienda, stabilisce una strategia, monitora la sua applicazione e pone le basi per uno sviluppo sostenibile nel tempo.

L’obiettivo di un temporary manager è rendersi inutile il prima possibile

Abbiamo detto che il temporary manager viene ingaggiato per risolvere un problema specifico, portare avanti un particolare progetto o migliorare una determinata performance. Essendo il suo lavoro focalizzato su un singolo progetto, più sarà efficace nello svolgimento dell’incarico affidato e meno tempo sarà richiesta la sua permanenza. Prima raggiungerà un obiettivo e prima potrà “andarsene”.

Deve essere in grado di mettere al servizio della società tutte le sue capacità e far sì che la sua presenza diventi presto superflua: al conseguimento dell’obiettivo, l’azienda potrà fare a meno di lui.

Per fare in modo che questo accada un temporary manager dovrà essere bravo ad impostare delle corrette procedure e documentare ogni processo necessario. Inoltre dovrà essere bravo a trasmettere tutto il suo know-how alle persone coinvolte nei lavori, in modo che possano dirigere autonomamente i lavori una volta terminato l’incarico del manager in affitto.

Allora il temporary manager farà male apposta per prolungare il suo ingaggio?

Questo dubbio è più che lecito. Voglio rassicurarti, non succede perché andrebbe contro l’interesse stesso della persona.

Il temporary manager è ingaggiato per portare a termine un compito nella miglior maniera possibile impiegando il minor tempo possibile. Senza entrate in temi contrattuali, i quali possono variare da caso a caso (e che comunque tutelano entrambe le parti) In caso contrario il suo ingaggio risulterà un fallimento e il cliente sarà insoddisfatto.

Nessuno vuole clienti insoddisfatti.

Tralasciamo per un attimo il passaparola negativo e i danni alla reputazione che un cliente insoddisfatto potrebbe portare. Come ho spiegato più volte l’obiettivo numero di ogni business è aumentare il Lifetime Value (LTV) generato da ogni singolo cliente.

Un cliente insoddisfatto non acquista un’altra volta e la concorrenza sarà lì ad aspettarlo a braccia aperte.

Un temporary manager al termine di un lavoro “esce” dall’azienda, questo non significa che debba chiudere i ponti per sempre. Ci potrebbero essere in futuro altri lavori da portare avanti e altri progetti da dirigere.

Quindi no, un temporary manager non farà male apposta per prolungare il suo ingaggio.

Caratteristiche di un temporary manager

Iniziamo con il dire che non ha nessun interesse a costituirsi la sua nicchia personale, fatta di privilegi e interessi da difendere, perché è solo una figura di passaggio. La sua attenzione è interamente focalizzata sul traguardo, per il cui raggiungimento è stato assunto, e interagisce con tutte le risorse umane della società, alla ricerca di criticità da risolvere e potenzialità da valorizzare.

Il temporary manager possiede, innanzitutto, un bagaglio di competenze tecniche (solitamente verticali su una determinata materia) e, spesso, proviene dalla consulenza aziendale o ha un solido passato come permanent manager, conosce quindi perfettamente i processi aziendali e la gestione delle risorse umane.

È conscio di quanto sia cruciale l’apporto dei collaboratori: li valorizza, li motiva, ma soprattutto li invita a lasciarsi alle spalle vecchie abitudine consolidate, ma improduttive, a vantaggio di procedure innovative e protocolli più snelli ed efficaci.

Il manager in affitto dovrebbe essere dotato di una forte leadership, che gli permette di trainare il team aziendale verso obiettivi fino a quel momento ritenuti irraggiungibili, senza che il management e i quadri della società si sentano minacciati, dato il carattere transitorio della sua presenza.

Ha fiuto e conosce i vari comparti di mercato: in questo modo ne intuisce gli spostamenti e ne anticipa le fluttuazioni, diventando un valido supporto per l’imprenditore che si accinge ad espandere la propria attività aziendale.

Collabora a stretto contatto con l’imprenditore e gli eventuali permanent manager, trasformando ogni strategia aziendale in un obiettivo raggiunto, concreto e produttivo.

Sempre a causa della brevità dell’intervento, deve essere in grado di reggere ad uno stress elevato, senza rimanere imbrigliato in dinamiche psicologiche che possano ridurre la portata del suo operato.

La natura stessa del suo impiego temporaneo deve tramutarsi in uno stimolo costante a rincorrere traguardi e a realizzare nuovi successi nel più breve tempo possibile, pertanto è richiesta una forte motivazione professionale e la capacità di sfuggire la tentazione di cadere nella routine.

Perché dovresti ingaggiare un temporary manager:

In estrema sintesi, il temporary manager pensa a se stesso come a un imprenditore e non a un impiegato: fortemente motivato, deve vivere ogni nuovo impiego come l’occasione della vita, nella quale l’unico obiettivo è il perseguimento degli obiettivi per la quale è stato ingaggiato. Tra un attimo vedremo i vantaggi per le aziende nell’ingaggiare un Temporary manager, se sei di fretta ti riassumo i vantaggi in due semplici parole: efficacia e convenienza.

  • Investimento sensato: tutti i blog che parlano del temporary manager citano come primo vantaggio il costo. È una bugia. Un temporary manager non costa (all’ora e a parità di prestazioni) meno di un manager a tempo pieno e a contratto indeterminato. Certo avrà un contratto più corto e non ci saranno i vari benefit come la tredicesima, gli extra, auto, cellulare… ma non devi ingaggiare un temporary manager con l’obiettivo di risparmiare, bensì di spendere meglio. Ingaggi una persona il tempo necessario per risolvere un determinato problema. È come andare dal macellaio e ordinare due etti di prosciutto, prendi solo ciò di cui hai bisogno.
  • Efficacia: molto spesso, a causa della routine, del calo di entusiasmo e dell’abitudine, le società finiscono per ristagnare nelle loro consuetudini aziendali. L’apporto umano e professionale di una risorsa esterna inietta nuova energia nell’azienda: il temporary manager sa importare nuovi modus operandi e riesce a coinvolgere attivamente tutto il personale, al fine di rinnovare il modello aziendale, individuare risorse inadeguate e rivitalizzare settori stagnanti.
  • Risposta ai tuoi bisogni: il temporary manager (solitamente) permette ai propri clienti di definire su misura la durata e la tipologia del contratto a progetto, rispondendo così in maniera flessibile al bisogno esatto del richiedente.
  • Velocità: il temporary manager è abituato ad intervenire in maniera rapida all’interno di un contesto a lui estraneo, riuscendo ad inserisci rapidamente nel tessuto aziendale. Questo favorisce l’apporto di innovazione e cambiamenti significativi in maniera rapida.
  • Formazione: uno dei compiti principali di un temporary manager è assicurarsi che una volta terminato il suo compito le persone presenti possano prendere il comando della situazione. Per farlo deve trasferire le sue competenze al team di riferimento, rendendo così il suo operato una vera e propria formazione (sul campo)
Cristian Boin

Cristian Boin

Consulente aziendale, affianco gli imprenditori nelle loro avventure. Hai un progetto da avviare o da portare avanti? Allora potrei essere il compagno di viaggio che fa al caso tuo. Troviamo una meta da raggiungere, prepariamo il necessario per partire e tracciamo insieme possibili rotte da seguire.

Guarda gratis le ultime 3 video risposte che ho registrato per i miei clienti

Ogni settimana registro per i miei clienti delle video risposte, questo è il modo più diretto e rapido che ho di supportare gli imprenditori nelle loro avventure.  Niente giri di parole inutili, niente premesse troppo lunghe, niente approfondimenti non richiesti: una domanda una risposta, stop!

Compila il modulo qui sotto e guarda le ultime risposte che ho registrato!