Temporary manager, perchè hai bisogno di un manager in affitto

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Sono nato come consulente.

Il mio prodotto è sempre stata la vendita di una visione. Una visione di tutte le attività necessarie per raggiungere un determinato obiettivo imprenditoriale.

Ma negli ultimi anni a questa parte ho constatato un’esigenza sempre maggiore ad un supporto esecutivo ed operativo oltre che di consulenza, per questo ho deciso di lanciare un nuovo pacchetto, chiamato “un manager in affitto”, anche detto “temporary manager”.


Hai mai sentito parlare di temporary management? E se ti dicessi che anche tu potresti avere bisogno di un manager in affitto?

In tempi di crisi economica le parole d’ordine di un’azienda devono essere flessibilità, velocità e competenza. Le piccole e medie imprese, nella lotta quotidiana con il mercato, hanno sempre più la necessità di gestire il personale in modo flessibile, di comprendere rapidamente le fluttuazioni della domanda e dell’offerta e di avvalersi delle più innovative competenze.

Per tutti questi motivi, negli ultimi anni la figura del Temporary Manager ha acquistato rilevanza e guadagnato la fiducia degli imprenditori della piccola e media impresa. Un ruolo innovativo che, coniugando l’alto profilo professionale con la rapidità d’intervento, si è saputo ricavare un apprezzabile spazio nel management aziendale.


La figura del temporary manager


Il “manager in affitto” è una figura relativamente nuova nel panorama aziendale svizzero e italiano, nonostante sia invece utilizzata da tempo nei paesi anglosassoni, dove le aziende conoscono da decenni un notevole ammodernamento strutturale, sia dal punto di vista delle risorse interne, che da quello finanziario.

Lo scopo ultimo di un temporary manager è gestire i passaggi più cruciali di un’azienda, siano essi positivi o negativi, garantendo il raggiungimento di obiettivi preventivamente individuati: acquisizioni, internazionalizzazione, lancio di nuovi prodotti o società, ottimizzazioni di costi e personale, fusioni e gestione di momenti di rapida crescita sono solo alcune delle pianificazioni aziendali, in cui l’utilizzo di questa figura professionale garantisce considerevoli risultati.

Allo stesso modo, il manager in affitto è un valido alleato per realizzare nuovi progetti, senza che questi assorbano le energie dell’imprenditore: lancio di nuove start-up, ideazioni di brand, delocalizzazioni e outsourcing di interi processi produttivi possono essere affidati con fiducia a questo professionista che, oltre a ideare e programmare gli step necessari, si occuperà anche della loro realizzazione.

Ed è in ciò che la figura del temporary manager si differenzia da quella del consulente: il manager in affitto non si limita a suggerire e consigliare, ma realizza gli orientamenti aziendali, detiene le deleghe operative per far sì che gli obiettivi vengano raggiunti e la sua presenza in azienda è limitata al tempo strettamente necessario per portare a casa il risultato.

Il suo scopo? Rendersi inutile il prima possibile


Sembrerebbe un paradosso, eppure è proprio così. Il temporary manager è una figura che dedica la sua vita professionale all’azienda per un periodo limitato di tempo, spesso meno di un anno.

Deve essere in grado di mettere al servizio della società tutte le sue capacità, senza mirare ad alcun ruolo stabile. Anzi, deve aver introiettato il fatto che il suo lavoro è proprio far sì che la sua presenza diventi presto superflua: al conseguimento dell’obiettivo, l’azienda potrà fare a meno di lui.

Per rendere possibile ciò, deve essere in grado di trasferire ai dipendenti e alla dirigenza tutto il suo know-how, senza venire distratto da obiettivi personali e senza cadere in competizione con le altre figure manageriali. La sua attenzione è interamente focalizzata sul traguardo, per il cui raggiungimento è stato assunto, e interagisce con tutte le risorse umane della società, alla ricerca di criticità da risolvere e potenzialità da valorizzare.

Non ha nessun interesse a costituirsi la sua nicchia personale, fatta di privilegi e interessi da difendere, perché è solo una figura di passaggio.

Il suo ruolo è quello di affrontare lo specifico segmento per cui è stato assunto e conseguire l’obiettivo, pronto per passare a una nuova sfida, in un’altra società. E per far ciò in tutta serenità è necessario avere un bagaglio professionale e caratteriale molto particolare.

Competenze e profilo professionale


Il temporary manager possiede, innanzitutto, un bagaglio professionale di tutto rispetto e, spesso, proviene dalla consulenza aziendale o informatica. Avendo un solido passato come permanent manager, conosce perfettamente i processi aziendali e la gestione delle risorse umane.


Ha una notevole consapevolezza dell’importanza dell’informatica e dell’utilizzo di nuove tecnologie: per questo motivo promuove la digitalizzazione della documentazione aziendale e promuove il passaggio all’open source e la visibilità sul web.


È conscio di quanto sia cruciale l’apporto dei dipendenti: li valorizza, li motiva, ma soprattutto li invita a lasciarsi alle spalle vecchie abitudine consolidate, ma improduttive, a vantaggio di procedure innovative e protocolli più snelli ed efficaci. Il manager in affitto è dotato di una forte leadership, che gli permette di trainare il team aziendale verso obiettivi fino a quel momento ritenuti irraggiungibili, senza che il management e i quadri della società si sentano minacciati, dato il carattere transitorio della sua presenza.

Ha fiuto e conosce i vari comparti di mercato: in questo modo ne intuisce gli spostamenti e ne anticipa le fluttuazioni, diventando un valido supporto per l’imprenditore che si accinge ad espandere la propria attività aziendale.


È estremamente abile nelle relazioni sociali, attraverso le quali riesce ad entrare in sintonia con tutto il personale, ma soprattutto con clienti e fornitori. Profondo conoscitore dell’animo umano, non esita a trasformare qualsiasi fornitore in un partner commerciale con cui stringere un patto di collaborazione e continuità; così come riesce a fidelizzare ogni cliente stimolandone le potenzialità, inespresse fino a quel momento.
Collabora a stretto contatto con l’imprenditore e gli eventuali permanent manager, trasformando ogni strategia aziendale in un obiettivo raggiunto, concreto e produttivo.

Caratteristiche caratteriali del temporary manager


Non tutti gli alti dirigenti possono diventare temporary manager. Una lunga esperienza presso un’azienda è requisito fondamentale, ma non basta. Oltre alle capacità manageriali e alle competenze di cui abbiamo parlato sopra, il temporary manager deve possedere delle qualità caratteriali del tutto uniche.


La sua permanenza in azienda sarà breve e per questo motivo è necessario che non si affezioni alla società e al personale. Più rimane lucido e distaccato, maggiore sarà la sua efficacia nell’individuare criticità nel processo produttivo e nell’effettuare cambiamenti, a volte anche drammatici, come un’eventuale diminuzione del personale. A differenza del proprietario, che conosce i suoi dipendenti personalmente, magari da molti anni, il temporary manager non ha legami affettivi con il personale, quindi sarà per lui più semplice ricorrere a licenziamenti e trasferimenti.


Sempre a causa della brevità dell’intervento, deve essere in grado di reggere ad uno stress elevato, senza rimanere imbrigliato in dinamiche psicologiche che possano ridurre la portata del suo operato.
La natura stessa del suo impiego temporaneo deve tramutarsi in uno stimolo costante a rincorrere traguardi e a realizzare nuovi successi nel più breve tempo possibile, pertanto è richiesta una forte motivazione professionale e la capacità di sfuggire la tentazione di cadere nella routine.


In estrema sintesi, deve pensare a se stesso come a un imprenditore e non a un impiegato: fortemente motivato, deve vivere ogni nuovo impiego come l’occasione della vita, nella quale l’unico obiettivo è il perseguimento degli obiettivi aziendali e la crescita economica della società in cui opera.

I vantaggi di un’azienda che utilizza un “manager in affitto


Il valore aggiunto dell’assunzione di un temporary manager risiede nella natura del suo contratto. Essendo una sorta di impiego a progetto, l’imprenditore potrà avvalersi di una figura di alto profilo professionale per un periodo di tempo limitato e di determinare con chiarezza il traguardo da conseguire.

Nel caso in cui le risorse in azienda non siano in grado di perseguire l’obiettivo, il temporary manager apporterà nuova linfa alla società, in termini di professionalità e capacità nel raggiungere il traguardo finale. A livello di costi, poi, per l’imprenditore questa soluzione è sempre conveniente.

Un’assunzione a tempo indeterminato risulterebbe più onerosa e comprenderebbe un gran numero di benefit, mentre un manager in affitto è remunerato a giornata effettivamente svolta e la risoluzione del contratto prevede, solitamente, non più di un mese di preavviso.


Ma è in termini di efficacia che il temporary manager si rivela una carta vincente. Molto spesso, a causa della routine, del calo di entusiasmo e dell’abitudine, le società finiscono per ristagnare nelle loro consuetudini aziendali. L’apporto umano e professionale di una risorsa esterna inietta nuova energia nell’azienda: il temporary manager sa importare nuovi modus operandi e riesce a coinvolgere attivamente tutto il personale, al fine di rinnovare il modello aziendale, individuare risorse inadeguate e rivitalizzare settori stagnanti.


La sua grande esperienza gli permette di localizzare facilmente gli spazi di miglioramento, che permettono all’azienda di recuperare fette di mercato, con conseguente aumento dei margini di utile.
Un’ultima considerazione va spesa sul bagaglio esperienziale di questa figura manageriale.

Il suo lungo trascorso come dirigente di alto profilo gli ha consentito di arricchire il suo bagaglio professionale di competenze variegate, che spaziano dalla conoscenza dei mercati alla gestione delle risorse umane, passando per l’utilizzo di nuove tecnologie e l’ammodernamento dei processi produttivi.

Per l’imprenditore, che lo ha assunto per il raggiungimento di un determinato obiettivo, tutto ciò si traduce nella possibilità di avvalersi delle conoscenze di un professionista a tutto tondo a costo zero, potendo consultare questa figura di riferimento anche per problematiche non strettamente connesse con l’obiettivo assegnatogli.

Il temporary manager si traduce, così, in una figura estremamente moderna, dotata di flessibilità, competenza professionale e lucidità emotiva: una risorsa indispensabile nell’assetto aziendale delle società del nuovo millennio, alle prese con mercati sempre più instabili e concorrenza agguerrita.