Obiettivi di business importanti. Cristian Boin podcast
Ascoltami qui:

Ps: questa è una semplice e grossolana trascrizione non rivisitata della puntata.

Obiettivi di business sani per aziende sane

Vediamo di fare finalmente chiarezza su quali siano i veri obiettivi di business che un’azienda dovrebbe avere.

Da qualche mese sono docente del corso di preparazione all’esame federale in Web Project Manager.

Questo percorso formativo apre pone le basi per diverse professioni: project manager, business developer, addetto alle comunicazioni, commerciale…

>> 7 lezioni di project management

Ieri è iniziato il modulo legato al marketing strategico. Abbiamo assegnato ad ogni allievo un’azienda del territorio e nei prossimi mesi dovranno elaborare un possibile piano strategico per far crescere queste realtà.

Ho chiesto ai ragazzi di indicarmi quali potessero essere gli obiettivi da inseguire.

Le risposte più in voga sono state: aumentare i mi piace e le condivisioni sui social network, far crescere i followers, ringiovanire la percezione del pubblico nei confronti del brand, rendere meno formale la comunicazione, avere una presenza multi-canale, integrare l’utilizzo di nuove tecnologie come la realtà aumentata e gli assistenti virtuali.

Ammetto di essere rimasto spiacevolmente sorpreso.

Tutti questi non sono obiettivi di business, con i mi piace non paghiamo gli stipendi.

Alcuni di questi elementi potrebbero parzialmente aiutare a raggiungere un obiettivo, ma non possono essere degli obiettivi.

Inserire un tocco di ironia e simpatia nei propri contenuti potrebbe alleggerire la fruizione di un contenuto, ma l’obiettivo di un contenuto rimane quello informare, formare o avvicinare un potenziale cliente, non di intrattenere il pubblico. Le persone non vi seguono per farsi due risate, per quello ci sono i comici e le serie tv. 

Obiettivi di business sbagliati nascono senza dubbio da riferimenti di business sbagliati, bisogna stare attenti a chi prendiamo come esempio.

Oggi voglio fare una lista di obiettivi veri e sensati di business. Non fa mai male un ripasso dei fondamentali, specialmente per chi sta avviando o ha avviato da poco una sua attività.

Ormai sarete stufi di sentirmelo dire, io però non mi stufo di ripeterlo: 

L’obiettivo numero uno di ogni azienda è aumentare il Lifetime Value (LTV) di ogni singolo cliente. 

 

Motivo per la quale non possiamo permetterci la mentalità da venditore della strada che prova a rifilare ogni pacco possibile immaginabile e chi si è visto si è visto. Come in una relazione di coppia le storie vincenti maturano del tempo, non cerchiamo colpi di fulmini o avventure da una notte, noi cerchiamo un partner con cui condividere il resto della vita.

Scomponendo il lifetime value troviamo due variabili sulla quale agire. Il primo è il life time, ovvero la durata di un rapporto tra un cliente e un brand. L’obiettivo di conseguenza sarà cercare di allungare il più possibile questo rapporto. Ad esempio la Disney ha acquistato i marchi Marvel e Star Wars per catturare l’attenzione degli adolescenti e non più solamente dei bambini.

Ovviamente queste decisioni devono avere un senso e non collidere con il proprio posizionamento, i Plasmon per gli adulti erano e rimarranno un’idea sbagliata. L’unico modo per far durare una relazione è darsi da fare ogni singolo giorno. I sentimenti non vivono di rendita.

L’altra variabile del LTV è il valore. Non basta allungare la permanenza di un cliente, bisogna anche aumentare il valore da lui generato durante questa permanenza.

Come aumentare il valore di un cliente:

 
  • Aumentare la frequenza d’acquisto (e accorciare la distanza tra un acquisto e un altro)
  • Aumentare il ticket medio per acquisto
  • Aumentare il numero di acquisti
  • Diminuire il costo di conversione (esempio: quanti appuntamenti con il commerciale sono necessari prima che un cliente rinnovi un contratto?)

Questi sono obiettivi concreti che ogni azienda dovrebbe perseguire, non i cuoricini e il numero di filtri utilizzati in una foto. Tra l’altro sono tutti obiettivi quantificabili e misurabili con dei KPI

Non ho sicuramente detto nulla di particolarmente innovativo, ora ditemi quanti di voi hanno questi dati nelle schede clienti? Mi volete dire che nel CRM avete davvero un dato che indica la frequenza d’acquisto o il ticket medio per acquisto?

Un altro obiettivo primario di un’azienda sana dovrebbe essere aumentare il margine per ogni transazione. I margini sono sostanzialmente composti da due elementi: il prezzo e i costi totali. Quindi per aumentare i margini o aumentiamo il prezzo o diminuiamo i costi (contratti con fornitori, ottimizzazione dei processi interni, aumento della produttività marginale per risorsa, diminuzione degli sprechi…).

Lo so che potrebbero essere ragionamenti scontati, allora spiegatemi come mai troppe aziende passano le ore a provare dei balletti da caricare su TikTok invece di contrattare con un fornitore. Ho capito che vogliono sembrare giovani e simpatici ma prima concentriamoci a fare impresa nel mondo reale, poi pensiamo ai balletti. Pensateci alla prossima riunione in cui sentirete qualche proposta assurda similare.

Basta parlare di vile denaro, ora vediamo alcuni obiettivi che non hanno nulla a che vedere con degli indicatori di bilancio.

Parliamo di attenzione al cliente.

“Tratta ogni cliente con i guanti … Soddisfatto o rimborsato… Per i nostri clienti vogliamo essere come una famiglia”

In linea teorica è tutto stupendo e so che vi piacciono molto queste frasi. In pratica però che cosa possiamo fare?

  • Diminuire il tempo di risposta ad un’email

Sposiamo il detto “diventa amico dei tuoi clienti” e poi impieghiamo tre settimane per rispondere ad un messaggio. Un amico che mi risponde dopo tre settimane è un amico che non vorrei avere. O peggio ancora non rispondiamo alle email. Non dovete sottovalutare le comunicazioni di servizio!

  • Migliorare la qualità delle risposte e diminuire il numero di interazioni per risolvere un problema

Ogni risposta data ad un cliente (o ad un potenziale cliente) deve essere completa, precisa e di oggettiva qualità. Per questo non possiamo assumere uno studente senza conoscenze che nel tempo libero risponde alle email al posto nostro.

  • Ridurre il tempo d’attesa al telefono e in chat

Anche io vorrei avere un numero verde sempre attivo o una live chat online 24 ore su 24, però non posso farlo e quindi non lo faccio. Come sapete per scelta lavoro da solo e lascerei in attesa per ore ogni richiesta di assistenza. Non mettetelo il numero verde fino a quando non potete garantire una risposta rapida.

Altri obiettivi di business sani

 
  • VOC= voice of customer: chi, quante volte, dove e soprattutto COME sta parlando di noi
  • Aumentare il numero di referral (e la qualità dei referral) generati da clienti esistenti.

“Cristian non leggerò il libro che mi hai consigliato perché voglio puntare tutto sul passaparola che è l’arma più preziosa.”

Se solo avessi ricevuto un centesimo ogni volta che ho sentito questa frase…Il suggerimento di un amico o di un conoscente fidato vale davvero più di qualsiasi altra cosa, ma il passaparola non è spontaneo e ci sono decine di modi per stimolare i clienti a generare altri clienti, devi metterti a studiare però!

  • Employee Branding

Avrai sentito spesso parlare di personal brand e di brand awareness. Fai bene a frequentare i corsi per migliorare il profilo LinkedIn o a ingaggiare un fotografo professionista. Ricordati però che fino a quando il tuo socio in affari avrà una foto profilo a petto nudo e passerà le giornate a fare i post dove bestemmia contro Salvini continuerai a rimetterci anche tu.

Per qualcuno potrebbe non essere etico o corretto dire ai propri collaboratori come comportarsi nella vita privata, giusto o non giusto a pagare sei sempre tu. Per lo stesso motivo eviterei di assumere una persona che fa il manager di giorno e il capo degli ultras di notte.

Diventa non importante ma fondamentale quando i collaboratori utilizzano i social per promuovere l’azienda. Inutile arrovellare strategie complesse e poi avere un commerciale che invia messaggi a freddo a cani e porci.

  • Raccogliere testimonianze e feedback positivi

La riprova sociale è uno strumento preziosissimo tuttavia i feedback non cadono dal cielo, anche in questo caso dobbiamo trovare il modo di incentivare il rilascio di una testimonianza.

Un altro obiettivo importantissimo è cercare di migliorare oggettivamente un prodotto e l’esperienza TOTALE legata ad esso. Ho sottolineato totale perché quando parliamo di miglioramento di un prodotto non basta investire in materie prime.

Come migliorare l’esperienza legata ad un prodotto o servizio:

 

• Rispetto delle tempistiche e delle scadenze concordate

Anche il piccolo negoziante di provincia deve investire in processi, come il risk management e in procedure, come stilare una matrice di responsabilità per ogni progetto. Fino a qualche anno fa possedere un minimo di cultura manageriale era un valore aggiunto, oggi è una necessità, non possiamo più permetterci di mancare una scadenza o non rispettare una tempistica.

  • Accorciare tempi e modalità di spedizione o di erogazione.

esempio: Quanto tempo impiega una pizzeria a portare una pizza al tavolo dopo un ordine? Quanto tempo impiega un ecommerce a consegnare un prodotto?

  • Migliorare i servizi complanari

esempio: assistenza pre e post acquisto. E soprattutto non offrire dei disservizi!

  • Migliorare la fruizione del prodotto

esempio: se vendi consulenze da remoto e hai una connessione Internet che funziona a scatti l’esperienza del cliente non sarà buona.

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Cristian Boin
Manager in affitto, affianco gli imprenditori nelle loro avventure. Hai un progetto da avviare o da portare avanti? Allora potrei essere il compagno di viaggio che fa al caso tuo. Trasformo le idee in piani d'azione e i progetti in obiettivi da raggiungere.

Oggi ti suggerisco queste puntate:

Analisi di fattibilità definizione glossario Cristian Boin

Analisi di fattibilità: definizione

Oggi parliamo delle analisi di fattibilità. Aspetta non scappare via! So che questo argomento potrebbe spaventarti, oppure stai pensando che a te non possa interessare, invece non è così. Le analisi di fattibilità non sono una prerogativa delle grandi imprese, anche una PMI e persino un libero professionista dovrebbe svolgere una attenta analisi di fattibilità prima di lanciare qualsiasi progetto. Sei indeciso se concentrarti su un progetto piuttosto che un altro? Stai per intraprendere una nuova avventura? Vorresti migliorare il tuo prodotto? Fermo lì! Respira e prendi fiato, non puoi andare avanti senza prima aver fatto un’analisi di fattibilità. Lo sapevi che una delle principali cause di fallimento di un progetto, di qualsiasi dimensione è proprio la fretta che porta ad avere una mancanza di preparazione? Forse stai per avviare una nuova impresa oppure semplicemente rifacendo i biglietti da visita, non importa quale sia la portata del tuo progetto, non puoi permetterti di non fare un’analisi di fattibilità. L’analisi di fattibilità di un progetto comprende una serie di dati e ragionamenti che portano l’imprenditore, il management un reparto a decidere se avviare o meno un determinato progetto. Non è da considerare come la prima fase di un progetto, ma una fase preliminare in cui raccogliere le idee e decidere se abbia senso portarle avanti.A me è capitato più volte di intraprendere dei progetti che finisco per abbandonare dopo qualche mese, per la nascita di ostacoli (tutto sommato facili da individuare) che però non avevo previsto. Allo stesso tempo mi è capitato di portare avanti delle iniziative della quale non ero pienamente convinto, finendo per avere un piede in troppe scarpe. Con l’analisi di fattibilità avrei evitato queste situazioni. Avrei evitato di iniziare un progetto con degli ostacoli evidenti e avrei filtrato prima ancora di partire questi progetti, potendomi concentrare unicamente su attività più produttive, propedeutiche o redditizie. Cosa si intende per analisi di fattibilità?   L’analisi di fattibilità di un progetto raccoglie spunti, dati, stime e informazioni che permettono di valutare l’apertura o meno di un progetto, fornendo motivazioni, chiarimenti e descrivendo con cura le opportunità potenziali. Questo studio non deve impegnare eccessivo tempo e risorse. Non stiamo parlando di un business plan o di chissà quale documentazione complessa. In pratica significa chiarire un paio di dubbi interni e valutare in breve se abbia senso o meno trasformare un’idea in un progetto da seguire. Provo a spiegarlo nella maniera più semplice possibile. Hai un’idea in testa? Cerca di capire se sia un’idea fattibile economicamente, giuridicamente e tecnicamente. Le risorse e le competenze che hai a disposizione potrebbero permetterti di realizzare questa idea? Okay, ammetto che spiegato in questo modo potrebbe sembrare fin troppo semplice, ma quante volte mi capita di vedere delle aziende lanciare dei progetti che EVIDENTEMENTE sono destinati a fallire. Ogni tanto basta davvero prendere fiato e riflettere sulle domande giuste. Non puoi lanciare un prodotto che necessiti di tecnologie o materie prime inaccessibili alla tua azienda, mi sembra ovvio. Non finisce qui. Oltre a comprendere se sia oggettivamente possibile realizzare un determinato progetto, in questa fase è necessario capire se abbia senso farlo. Il fatto che un progetto sia realizzabile non significa che sia per forza la scelta migliore, dobbiamo sempre mettere in contrapposizione un progetto con un altro, facendo le rispettive analisi costi-opportunità. Con l’analisi di fattibilità dobbiamo capire se un progetto sia fattibile e se sia l’impiego migliore di risorse che possiamo fare. Diminuire il numero di progetti fallimentari  è sicuramente uno degli obiettivi principali di ogni azienda sana. Aree di fattibilità di un progetto   L’analisi di fattibilità valuta la potenziale riuscita e di conseguenza il potenziale successo di un progetto. La fattibilità deve avere un riscontro il più oggettivo possibile. Dove l’oggettività non è misurabile con dati, numeri e bilanci bisogna affidarsi all’esperienza e alla competenza di professionisti esperti nell’ambito di riferimento. Da progetto a progetto le variabili da considerare possono cambiare, ma ci sono delle aree tematiche che ogni piano di fattibilità dovrebbe includere. >> 7 lezioni di project management Fattibilità economica Dobbiamo stimare la portata economica che il progetto comporterebbe e chiederci se riusciremmo a sostenerla economicamente. Abbiamo il budget per adempiere alla realizzazione? Questo budget potrebbe essere investito in un’altra maniera? In questa fase non è necessario avere un costo preciso al centesimo di ogni singola attività, l’importante è avere una macro-stima precisa e nel dubbio arrotondata verso l’alto. Fattibilità tecnica Abbiamo a disposizione le risorse e gli strumenti tecnici per portare portare avanti e realizzare il progetto? In questo campo rientrano le valutazioni di eventuale strumentazione, software, tecnologie ma anche competenze umane. Ancora una volta, potrebbe sembrare una valutazione superficiale o scontata, ma senza questo studio rischiamo di imbarcarci in un progetto destinato ad affondare. Io sinceramente preferisco investire un paio d’ore in riflessioni “scontate” piuttosto che pagare a caro prezzo la pigrizia. Fattibilità giuridica In questa valutazione bisogna esaminare eventuali requisiti o conflitti legali che il progetto potrebbe comportare. Questo punto richiede il parere di un professionista o per lo meno di una persona esperta. Ho visto in diverse occasioni il lavoro di mesi e mesi interrompersi per un aspetto legale che non era stato considerato, ti lascio immaginare la frustrazione, meglio evitare, concordi? Fattibilità temporale Hai deciso di lanciare il calendario dell’avvento della tua azienda ma mancano tre giorni al primo dicembre? Vorresti rifare da zero il sitoweb aziendale prima della fiera di settore ma la fiera è tra solamente una settimana? Forse è meglio lasciare perdere queste idee. In questa fase bisogna avere l’umiltà e la ragione di guardare in faccia alla realtà, inutile partire con un progetto che richiede delle tempistiche più lunghe di quello che possiamo permetterci. Fattibilità operativa Le persone che dovrebbero essere coinvolte nel progetto hanno effettivamente il tempo necessario da dedicare ad esso? In questa valutazione bisogna determinare se operativamente sia fattibile o meno portare avanti il progetto. Per tante persone sul lavoro non c’è niente di più frustrante di lasciare un lavoro a metà. Inutile partire con un progetto che

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Affianco gli imprenditori nelle loro avventure:
1) Stabiliamo una meta da raggiungere.
2) Tracciamo possibili rotte da seguire.
3) Prepariamo il necessario per partire.
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